L’arresto avvenuto a Palermo ad opera degli agenti del Ros e del Gis del boss mafioso Matteo Messina Denaro è un colpo mortale inferto a Cosa Nostra. E’ possibile che l’organizzazione criminale con la cattura del suo ultimo latitante responsabile della morte dei giudici Falcone e Borsellino si trovi oggi in una condizione tale da non poter più esercitare un ruolo attivo sulla società italiana.
Si tratta dunque di una vittoria dello Stato ottenuta ad un prezzo altissimo certo, ma che pure sembrava molto difficile da poter ottenere e a cui certo non hanno contribuito le inchieste sulla trattativa Stato Mafia che si sono svolte per un decennio. Solo oggi possiamo finalmente dire che lo Stato ha sconfitto la mafia che a questo punto può sopravvivere come ambiente culturale circoscritto territorialmente, avendo perso completamente il vertice della sua struttura criminale. Riuscire ad evitare che questa possa ricostituirsi è un compito che spetta a questo punto allo Stato ed è un impegno che si deve assumere fin da questo momento con il governo in carica e le istituzioni preposte.
A tale proposito si deve pur tenere in conto che trent’anni per la cattura di un solo boss rimangono troppi. Per riuscire in una latitanza così lunga Denaro ha goduto non solo di protezioni importanti, ma secondo il generale Mori anche di un sistema falloso della polizia e probabilmente non solo della polizia. Un sistema falloso che ha consentito alla mafia di prosperare per decenni e poi di nascondersi fino a questo momento. Tale sistema che oscilla fra il confine dello Stato ed il suo interno, deve essere raso al suolo nei prossimi mesi una volta per tutte.







