Pubblichiamo l’intervento del segretario provinciale del Pri di Reggio Calabria, Gabriella Andriani, al XVIII congresso del Pri di Messina
Essere oggi in terra di Sicilia, in questa sede congressuale dove aleggia il pensiero politico filosofico di Ugo La Malfa, e” un onore per noi e per questo ringrazio il segr Curro’, per l’ospitalita’.
Siamo qui con una copiosa delegazione repubblicana della citta’ metropolitana di Reggio ed e’ sempre un’emozione ritrovarsi tra repubblicani, ancor piu’ oggi, tra repubblicani di tutto il Mezzogiorno.
Le mie emozioni derivano dalle forti radici ed il repubblicanesimo, per come siamo stati formati, e’ piu’ di una dottrina, e’ un sentimento.
Il ns Partito, di cui andiamo orgogliosi, non e’ un simbolo tra i tanti, ma un identita’.
Un’ idea lunga due secoli che ha attraversato il Risorgimento, l’antifascismo, la resistenza, la ricostruzione, la battaglia per la laicità’ dello Stato, per l’Europa.
Un Europa il cui sogno mazziniano tarda a compiersi, se all’Europa Mercato non si sostituisce l’Europa Stato.
In questo attuale frastuono di propaganda, litigiosita’, trasformismo e incoerenza politica, noi repubblicani siamo chiamati a dimostrare la ns diversita’.
Dobbiamo farlo guidando e non rincorrendo, suggerendo e non imita do.
Noi non siamo un Partito forte di numeri, ma dobbiamo tornare ad esserlo . Siamo forti per le idee, i nostri programmi, la nostra storia.
E dobbiamo parlare ai giovani, nelle periferie, nelle scuole, nelle universita’
Dobbiamo spiegare loro la liberta’ e non solo quella gia’ conquistata, bensi’ la loro liberta’ attuale e futura. La liberta’ che i figli del Sud non possiedono poiche’ non hanno il lavoro o lo hanno precario. E chi non ha un lavoro non e’ libero, perche’ schiavo del bisogno.
Calabria e Sicilia, terre complicate ma con straordinaria energia, bistrattate, perche’ percepite sempre come “questione” , mai come “soluzione,” possono per la loro determinazione creare una nuova visione repubblicana.
Pertanto, non siamo qui solo per saluti, ma per tendere una mano e creare tra le due sponde un ponte ideologico, politico culturale. Non il Ponte sullo Stretto, che noi non bocceremmo se si fossero gia’ risolte le priorità delle due regioni: infrastrutture, trasporti, vie di comunicazione, Sanita’.
Il ponte che noi calabresi proponiamo agli amici siciliani e’ un gemellaggio, un cammino insieme.
Una nuova proposta politica che parte da un Sud fiero e colto, nell’interesse del territorio e dei suoi cittadini
Uniti possiamo farcela: viva il Partito Repubblicano, viva Calabria e Sicilia, viva il Mezzogiorno che non si arrende







