L’armata rossa che combatteva i nazisti veri consentiva loro il beneficio della resa. In generale per un tedesco era meglio arrendersi agli alleati che ai sovietici, ma i sovietici non ti sparavano sul posto. Per quanto la detenzione dei militari tedeschi nei campi di concentramento russi non fosse uno scherzo, una buona percentuale di loro ha salvato la pelle. Due fattori sono stati determinanti per evitare che i soldati tedeschi venissero giustiziati all’istante, lo sfascio del Terzo Reich, il conseguente processo ai gerarchi nazisti. Nessuna particolare ragione di infierire sulla truppa una volta raggiunti questi due obiettivi.
I russi che combattono nel Donbass oggi sono molto distanti da entrambi. Anche per questo i militari ucraini rintanati nella acciaieria Azovstal non considerano la resa un’opzione. Danno per scontato che appena si consegnano al nemico vengono eliminati sul posto. Tutta la scia di cadaveri che ha segnato il percorso dell’esercito russo in Ucraina non offre particolari raccomandazioni a proposito. Per cui bisogna pure dirsi che i combattenti di Mariupol al momento sono spacciati, perché nelle attuali condizioni moriranno di stenti, dando per escluso che i russi riescano a penetrare una difesa antiatomica. Il che solleva oltretutto ulteriori dubbi sulla logistica russa, tanto più che si era detto di voler sigillare l’area e non di attaccarla.
È comunque inutile stare appresso a cosa dice uno come Putin. Piuttosto ci sarebbe da chiedersi quali armi servirebbe dare all’Ucraina nel momento nel quale mille, o duemila, o tremila persone stanno per morire più o meno dignitosamente. Deve essere chiaro che non si tratta esclusivamente di militari sapendo che vi sono ancora familiari e civili vari rintanati nel sottosuolo e anche su questo i russi mentono, dicendo che tutti i non combattenti sono stati evacuati. Per questo le armi da dare agli ucraini sono quelle in grado di aprire una breccia nell’esercito russo che accerchia Mariupol e liberare gli assediati della Azovstal e servirebbero subito, con un qualunque piano utile a questo intento. Ci pensano Conte, Del Rio, Salvini, alla prossima strage che si sta consentendo? È per lo meno curioso questo ragionare dei pacifisti che non si cura dei prossimi morti ammazzati. Sarebbe semplicissimo far finire la guerra, ovvero chiedere a Putin di ritirarsi. Ancora aspettiamo di ascoltare la voce del Pontefice su questo, visto che riceve le mogli dei comandanti della Azov, prossime vedove altrimenti.
Se Putin si ritira finisce subito la guerra, perché nessuno ha mai attaccato la Russia e nessuno vuole attaccarla, meno che mai la Nato, struttura difensiva peraltro. Purtroppo invece la Russia ritiene l’Ucraina o parte di essa, un suo possedimento dove fare quello che le pare, come ha sempre fatto per il resto, infatti è odiata persino dai russofoni. Allora dispiace per i nostri pacifisti, ma in tali condizioni la guerra cesserà soltanto quando la Russia accetterà la sconfitta. E per questo servono all’Ucraina le armi più potenti e devastanti le si possano fornire. Perché bisogna avere a mente anche questo dettaglio. Le armi gli ucraini le usano sui militari, non sugli ospedali per bimbi disabili come il loro stimato amico Putin.







