L’inchiesta di Milano dimostra come il principale partito di opposizione assomigli al principale partito di maggioranza, per lo meno quando la magistratura indaga i suoi esponenti. Altrimenti il partito democratico avrebbe invitato il sindaco Sala a dimettersi.. Questo nonostante tutte le possibili valutazioni a favore di Sala, perché altrimenti da una parte abbiamo Fratelli d’Italia secondo cui la magistratura tenta di rovesciare il libero voto degli elettori, dall’altra il Pd, convinto semplicemente che la magistratura sia incompetente. Sarebbe per lo meno il caso che i due partiti si mettessero a tavolino per discutere della riforma, anche perché la cartina di tornasole sullo stato della Giustizia non è data, come crede il ministro Nordio, dall’impugnazione dell’assoluzione di Salvini, ma dall’aver riaperto un caso di omicidio a diciott’anni di distanza e con una sentenza definitiva in giudicato. Come fa il cittadino a prendere ancora sul serio la Giustizia italiana? E meno male che il procuratore di Palermo che voleva riaprire l’inchiesta su Salvatore Giuliano a sessant’anni di distanza, preferì partire per il Guatemala.
La situazione del sindaco Sala appare in ogni caso compromessa. Il sindaco non si è nemmeno difeso con particolare convinzione, ha lamentato di non essere stato informato dalla procura dell’inchiesta che lo riguarda e si è chiuso nel silenzio. Evidentemente si rende conto meglio del suo partito delle difficoltà a cui va incontro la sua giunta. Milano non si può bloccare, quando di fatto, bloccata, lo è. Chi è che si assume la responsabilità di procedere nei lavori dell’urbanistica, con un’inchiesta in corso? Poi il Pd ha pure chiesto a Sala nel confermargli la fiducia, un cambiamento. Non si capisce quale possa essere se Sala resta al suo posto. Il partito democratico ha una curiosa idea della responsabilità politica, come se questa non dipendesse da un’istituzione principale. Se c’è uno scandalo è colpa del vice ministro, o del vice sindaco. Schlein ha detto ai magistrati di perseguire i reati individuali. Questo è avvenuto in Germania, quando Kohl indagato, la Cdu virò su Angela Merkel. In Italia sono venuti giù i partiti, altro che reati individuali. Sala potrà salvarsi solo se cadranno tutte le accuse che sono state mosse dalla procura, altrimenti non si vede come riuscirà ad uscirne.
Il Pd si assume anche un rischio. Nessuno conosce ancora l’esatto profilo dell’inchiesta. Di Pietro ha detto che non sta in piedi. Il che non significa che non possa ampliarsi. In proporzione a quella milanese del secolo scorso ha già tirato dentro nomi eccellenti della vita politica cittadina. La procura di Di Pietro partì da un personaggio ai più sconosciuto quale Eugenio Chiesa e guardate dove è arrivata. Possibile che il Pd sia costretto a rivedere in futuro la sua posizione di oggi, anche perché dispone di alleati su cui può contare relativamente. Il movimento cinque stelle era nato in contrapposizione al Pd, non a Fratelli d’Italia.
Quanto poi alla riforma della Giustizia italiana l’idea della separazione dei poteri, nacque con Montesquieu per tutelare le prerogative del re dal parlamento. L’aristocratico francese temeva di rivedere, con ragione, la condanna di un Carlo primo Stuart comminata anche nel suo paese. Per il resto, Montesquieu non lo voleva proprio un corpo specialistico di magistrati, chiedeva che il tribunale fosse convocato in occasione del processo e sparisse subito dopo. In ogni caso i giudici dovevano appartenere allo stesso ceto sociale dell’imputato. Un re sarebbe stato giudicato da altri re, un sindaco da altri sindaci. Cane non mangia cane, questa la filosofia di Montesquieu. Ora che il parlamento ed il governo sono finiti ripetutamente sotto schiaffo, il dubbio che fosse meglio assorbire la seconda parte del pensiero di Montesquieu tracciato nel suo capitolo Sulla costituzione dell’Inghilterra, non la prima.
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