I sottili analisti usi a lamentare l’imprevedibilità di Trump, causa le sue oscillazioni caratteriali, dimenticano un elemento costante della sua politica, sin dal primo mandato, il nucleare iraniano. Appena eletto nel 2018, Trump fece carta straccia dell’accordo di Obama, scelta piuttosto singolare per un neo presidente. Il giugno scorso, Israele ritiene di dover colpire i siti atomici iraniani, Trump si accoda. Lo stesso è avvenuto questo sabato. L’attacco lo ha lanciato Israele perché sicura di poter eliminare Khamenei, Trump è andato a ruota.
Si potrà discutere se la valutazione americana fosse corretta, cioè, se davvero l’Iran sarebbe stato in grado di colpire l’Europa e l’America in un futuro prossimo venturo, non la linea strategica statunitense che pure è chiarissima. Eliminare gli alleati di Putin uno alla volta. Assad, Maduro, Khamenei. Ora Putin è schiacciato completamente su Pechino perché lo stesso Kim jong il, è un fantoccio. E a Pechino inizieranno a chiedersi se questa alleanza con Putin sia poi così promettente come si credeva.
Cinesi e russi lamentano le violazioni del diritto internazionale, è vero. L’Iran ha violato il diritto internazionale dal primo momento, sequestrando il corpo diplomatico di due ambasciate straniere e poi alimentando un’organizzazione terrorista come l’Olp che allora sosteneva la distruzione di Israele. Questo il senso dello Stato palestinese. Tanto che quando l’Olp ha pensato di raggiungerlo con un accordo negoziale, la popolazione di Gaza gli si è rivoltata contro e il nuovo interlocutore dell’Iran è diventato Hamas.
Ora, i nostri sottili analisti di politica internazionale dovrebbero chiedersi se secondo loro, l’America, che sostiene Israele contro Hamas pienamente e ritiene la guerra a Gaza perfettamente legittima, possa accettare l’idea che tutti i paesi europei si pronuncino per la nascita di uno Stato palestinese, che nessun paese arabo richiede senza prima il disarmo di Hamas. Trump sarà pure oscillante finché vi pare, ma cosa ha pensato l’amministrazione statunitense dei paesi europei che hanno visto centinaia di milioni di persone in piazza contro Israele, quando tutta la politica statunitense era rivolta alla difesa dello Stato ebraico? Trump è un allievo politico del sionista ebreo americano Roy Cohn, e questa è un’altra costante dell’impegno di Trump, che nessuno pure nota.
Ieri i ministri Taiani e Crosetto hanno deposto alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati di non essere stati informati dell’attacco americano. Secondo le loro eccellenze l’America per compiere un attacco a sorpresa, avvisa gli alleati che riconoscono lo Stato palestinese, cioè la politica caratteristica dell’Iran. L’America ha un problema con la Nato perché i paesi della Nato hanno rapporti con l’Iran. L’Inghilterra ha rifiutato le basi per colpire l’Iran, l’America non ha informato l’Inghilterra, non è che non ha informato l’Italia. Poi per la verità si poteva anche informarla l’Italia, informare Crosetto mentre la moglie gli spalmava l’olio sulla schiena sulla spiaggia di Dubai. – Caro, c’è un tale, Rubio ?, che dice che i bombardieri si alzeranno alle quattro ora Zulu. – Che? Cosa? Dal diciotto febbraio gli Usa spostano un terzo della flotta tra il Golfo e l’oceano indiano e Crosetto va in vacanza con la famigliola proprio lì in mezzo.
Trump notoriamente è un uomo d’affari, per più di metà della sua vita quasi non si è occupato d’altro. Sempre ieri, nella giornata delle consegne delle medaglie d’onore al valore, ha dimostrato una sorprendente conoscenza, nonostante qualche svista, della storia bellica del suo esercito. In America le cose e gli uomini possono cambiare facilmente. In Europa si fatica molto di più.
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