sabato, 11 Luglio 2026
  • Login
  • Register
LA VOCE REPUBBLICANA
Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Editore: Partito Repubblicano Italiano
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
LA VOCE REPUBBLICANA
No Result
View All Result


Essere fragili. Riflessioni sulla vulnerabilità

di Giuseppe D'Acunto
21 Aprile 2025
in Cultura
0
Condividi su FacebookTwittaCondividi su WhatsApp

Di Joan-Carles Mèlich, filosofo catalano, la cui riflessione ruota intorno a temi di etica, è uscito, nei mesi scorsi, un libro che reca il titolo: Essere fragili. Riflessioni sulla vulnerabilità (tr. it. di S. Cattaneo, il Saggiatore, Milano 2024, pp. 128). Qui, partendo dal motivo della finitudine, intesa come ciò che caratterizza strutturalmente la nostra condizione, egli mette subito in chiaro come la vulnerabilità sia un qualcosa che «qualsiasi vita definibile come umana non può eludere», perché le ferite che segnano i nostri corpi «sono onnipresenti e, sebbene a volte si abbia l’impressione che siano sparite, restano incise per sempre». La vulnerabilità viene così definita come «una struttura impura […] della condizione umana», la cui «impurità» è espressione, soprattutto, «dell’ambiguità e del gioco delle situazioni e delle relazioni, della conflittualità di ogni decisione e dei traumi di qualunque storia». Ne discende che essa richiede immancabilmente la necessità dell’etica. E questo perché «essere etici è esserci, è donare medicazioni in grado di aiutare momentaneamente a sopportare le ferite che provochiamo e che ci provocano le situazioni della vita quotidiana». 

Il punto è che la visione del mondo che oggi, ancora e nonostante tutto, ci pervade è di tipo metafisico, ossia fortemente polarizzata in senso dualistico, per cui, nelle conseguenze che, sul piano morale ne discendono, la vulnerabilità – come pure ogni problematicità, ambiguità e contingenza –non riceve quasi nessuna attenzione. In tal senso, la metafisica è «una fabbrica di buona coscienza» che, nella sua pretesa di concettualizzare l’umano, ossia di ordinarlo a partire da idee “chiare e distinte”, crede di averne scoperto la «variabile indipendente» capace di orientarlo. Consapevoli del fatto che la metafisica è «una filosofia totalitaria […] pericolosa per la vita», si tratta allora di provare a “pensare altrimenti”, perché solo così possiamo dare spazio alla possibilità dell’etica: di un’etica intesa nel segno non della normatività, universalità e categoricità, ma della cura di sé e dell’altro. In una parola: della «responsività». In tal modo, l’etica non va più formulata come una domanda – in termini kantiani: «che cosa devo fare?» –, ma come la risposta sollecita a un appello, a una richiesta, a una preghiera. Inoltre, mentre la metafisica si è caratterizzata per la sua propensione eminentemente visiva, nella nuova concezione da promuovere si tratta, invece, di valorizzare l’ascolto, perché solo a partire da quest’ultimo ogni appello, richiesta e preghiera può trovare la sua voce e farsi così sentire.

Ora, la tesi qui portata avanti da Mèlich è che l’etica «può essere narrata soltanto da un’ottica letteraria», perché essa «non vive di ragioni ma di passioni; non vive di universalità ma di singolarità; non vive di principi ma di situazioni; non vive di quanto è chiaro […], ma di ambiguità e di ombre». Al riguardo, un’indicazione importante è quella che ci viene da Cartesio, il quale, nella Parte III del Discorso sul metodo, parla di una «morale provvisoria» come di quell’insieme di precetti a cui dobbiamo attenerci, fin quando l’opera di smantellamento del sapere tradizionale non sarà portata a termine. Aggiungendovi la precisazione che proprio da questa felice intuizione relativa all’idea di provvisorietà scaturisce che non c’è morale che esuli da un tale carattere. Tutto nell’essere umano si presenta come configurato in tal modo e così anche la morale.

Mèlich precisa il fatto che la chiave di volta di una morale che sta sotto il segno della provvisorietà è data dall’idea non di legge, ma di «decenza». E, nel far uso di questo concetto, egli si richiama alla riflessione del filosofo israeliano Avishai Margalit, il quale, nella sua opera La società decente (1997), parla di quest’ultima come di quella società giusta che non umilia, attraverso le sue istituzioni, quanti si trovano a vivere in essa, ma che li rispetta. «Una morale basata sulla decenza non è una morale categorica, normativa o deontologica, bensì una morale preoccupata per ciò che sente e pensa l’altro; una morale preoccupata di non ferire o di evitare la ferita». È una morale che non sta scritta da nessuna parte, ma che, purtuttavia, viene da molto lontano, ossia si fa carico di una pesante eredità ed è l’espressione di una lunga tradizione: «una tradizione fragile, su misura per gli esseri vulnerabili». In definitiva, la «decenza» non è un principio razionale, il suo esercizio non è sottoposto a norme, ma solo ad «alcune indicazioni situazionali su quando, come e con chi deve prodursi».

Un altro termine di comparazione l’idea di vulnerabilità lo può poi trovare nel concetto di «forma di vita», intesa come un modo di vivere, di essere nel mondo, in situazione: come «una struttura strutturante», più che come «una struttura strutturata». Un qualcosa, dunque, che non ha un “in sé”, un’essenza, ma che consiste solo nel suo attuarsi come relazione: come una relazione con noi stessi e con gli altri. E a essere vulnerabile è innanzi tutto il nostro corpo, tale che può ferire, ma anche essere ferito, dove, però, ferita non è necessariamente sinonimo di dolore o di sofferenza, ma piuttosto di «pathos» e di «coinvolgimento». Il fatto che siamo vulnerabili implica cioè che noi ci percepiamo come coinvolti entro un qualcosa che non possiamo mai dominare del tutto, pervasi da un pathosa cui riusciamo a dare risposte che saranno sempre e solo situazionali e, pertanto, anche incomplete e insufficienti: risposte compassionevoli rispetto alla vita, nutrite di gioia o di dolore per la morte degli altri, di silenzio pacato o di sofferenza, di quell’assurdo e di quella vertigine suscitate, in noi, dall’«impurità fondamentale dell’esistenza». Ecco perché ciò di cui ha più bisogno un corpo vulnerabile è di un’etica responsiva: un’etica «del gesto e, più concretamente, del gesto erotico: l’abbraccio, il bacio, […] la carezza…».

Ora, proprio con una riflessione sulla carezza si conclude il libro in questione, con Mèlich che afferma che una pelle ferita, o minacciata dalla ferita, «ha bisogno di essere accarezzata da una mano, da una voce, da uno sguardo». E questo perché la carezza va pensata non solo in riferimento al tatto, ma anche a tutti gli altri sensi. Dove, se noi, fin qui, l’abbiamo pensata in riferimento esclusivo al tatto, ciò è perché la grammatica occidentale dei sensi ha privilegiato proprio esso, insieme alla vista, trascurando quasi del tutto l’udito, l’olfatto e il gusto. Ricordando il grande contributo che, sul tema della carezza, ci è venuto da Lévinas, Mèlich afferma come essa infranga quella concezione disgiuntiva che contrappone, fra loro, presenza e assenza. «La carezza […] rompe proprio questa concezione disgiuntiva perché è presenza assente; la presenza in cui vive un’assenza, l’assenza che non potrà mai farsi del tutto presente; perché è l’assenza che si nasconde, si occulta, l’assenza che la carezza cerca ma non possiede né potrà possedere». Ma oltre a tutto ciò, la carezza infrange anche un’altra concezione disgiuntiva: quella che contrappone anima e corpo, nel senso che, se si accarezza con la «carne», proprio quest’ultima può essere vista come quella «parola» che porta a compimento la dissoluzione della dualità metafisica fra l’una e l’altro.

Per concludere, se un corpo vulnerabile non può vivere senza ferite, ecco il motivo per cui questo corpo deve essere accarezzato, perché «solo la carezza rende sopportabili le ferite; perché solo la carezza rende sopportabile la vita».

Giuseppe D'Acunto

Giuseppe D’Acunto: ha insegnato presso le Facoltà di Filosofia de «La Sapienza» e dell’Università Europea di Roma. È direttore editoriale della rivista di filosofia on-line «Consecutio temporum», condirettore della rivista di filosofia «Azioni Parallele», nonché membro del Comitato Direttivo del «Centro per la Filosofia Italiana»

Altri Articoli

Principi ed esempi di una “spiritualità laica”

Principi ed esempi di una “spiritualità laica”

«Una “spiritualità laica” è una spiritualità che non è confinata alle religioni, ma che nasce da ispirazioni che appartengono alle...

Nascita di una nazione

Nascita di una nazione

Al presidente Woodrow Wilson si deva la diffusione del capolavoro del cinema muto di Griffith, Nascita di una Nazione, per...

Fine gloriosa della Repubblica Romana

Fine gloriosa della Repubblica Romana

Stefano Tomassini scriveva nella sua Storia Avventurosa della Repubblica Romana che si sarebbe dovuta ricordare al momento della caduta, il...

La speranza come passione per il nuovo

La speranza come passione per il nuovo

Il filosofo sudcoreano naturalizzato tedesco Byung-Chul Han in questo suo libro (Contro la società dell’angoscia. Speranza e rivoluzione, tr. it. di...

Prossimo articolo
45 anni senza La Malfa

I centotrent'anni anni dell'altra sinistra

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consigliati

Cinquanta giorni sono lunghi

Cinquanta giorni sono lunghi

I piottari

I piottari

Articoli Popolari

  • Foto Sailko, Baron Antoine-Jean Gros | CC BY 3.0

    Il giovane Hegel e lo Spirito del mondo a cavallo

    1089 Condivisioni
    Condividi 436 Tweet 272
  • Il documento della Direzione Nazionale del Pri dell’8 agosto

    1083 Condivisioni
    Condividi 433 Tweet 271
  • Barbero, l’inutilità della filosofia e il segreto dei Templari

    1052 Condivisioni
    Condividi 421 Tweet 263
  • Il bipolarismo fasullo, intervista a Luigi Marattin

    955 Condivisioni
    Condividi 382 Tweet 239
  • Piero Angela, i complottisti e le bandiere

    883 Condivisioni
    Condividi 353 Tweet 221

LA VOCE REPUBBLICANA

Giornale di politica e attualità fondato nel 1921

Edizione online iscrizione n.136 del 02/12/2020
del Tribunale Ordinario di Roma
Direttore Responsabile: Paolo Morelli
Direttore Politico: Riccardo Bruno
Coordinamento direzione: Mauro Cascio

  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità / Politica
    • Guerra in Ucraina
  • Economia
  • L’Editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Cookie Policy
Sul nostro sito web utilizziamo i cookie per offrirti l'esperienza più pertinente possibile ricordando le tue preferenze nelle successive visite. Cliccando su "Accetta tutti", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Configurazione Cookie" per fornire un consenso controllato.
Configurazione CookieAccetta Tutto
Revisione consensi

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA