Anche se in teoria dovrebbero essere i parlamentari a prestare servizio allo Stato e non lo Stato a loro, il governo italiano fa bene a spedire una nave da guerra a scortare la flottiglia, se non altro per poter appurare la natura e quindi l’origine degli attacchi di cui la flottiglia è stata fatta oggetto. Il governo tunisino, non vi è riuscito. Incapace come è stato di proteggere i valorosi naviganti da dei droni armati che hanno incendiato persino i giubbotti salvagenti, l’autorità di Tunisi ha negato l’evidenza. Nessun drone ha violato lo spazio aereo tunisino, è scoppiato un incendio a bordo, quasi che i nobili paladini partiti per la salvezza di Gaza fossero un manipolo di ubriaconi fumati che se la spassano in porto.
Ora però che sono giunti nelle acque aperte di Creta a seicento miglia dalle coste israeliane, la situazione è diventata estremamente pericolosa. L’attacco subito la notte scorsa è chiaramente intimidatorio. Sono stati procurati danni a diversi apparati di bordo di almeno tre navi e la situazione potrebbe anche peggiorare. Un membro dell’equipaggio asserisce di aver fotografato un mezzo aereo con uno zoom tale da poter riconoscere un aereo da trasporto militare italiano. Il Tg3 ha subito riportato la notizia con tanto di foto di un Hercules C130, ovviamente di repertorio come la stessa che riproduce la voce repubblicana oggi. Quella della voce repubblicana è molto più attendibile, in quanto presa dal basso. Quella del Tg3 per essere autentica, dal retro, la flottiglia dovrebbe disporre dell’aereonautica. Entrambi le foto sono state scattate in pieno giorno, quindi gli Hercules c 130 dovrebbero sorvolare la flottiglia dalla notte alla mattina, con costanti rifornimenti in volo, oppure ne sono impiegati diversi che si danno il cambio. Comunque la flottiglia, lo sappiamo dal quotidiano Domani, avrebbe già pronto un dossier, dal quale si evince un grande dispiegamento attivo contro di lei. Droni americani Global Hawk, un Boeing P-8 Poseidon specializzato nella guerra navale, insieme a velivoli italiani (elicotteri AW-139 e un ATR-72 militare) che sorvolavano regolarmente i porti di Catania, Augusta e Siracusa. Il dossier sottolinea che un tale dispiegamento di sorveglianza rende impossibile che Italia, Stati Uniti e Malta non fossero a conoscenza delle operazioni israeliane. Per cui sarebbero complici. Infatti il dossier accusa direttamente la base Nato di Sigonella come mandante.
Il ministro Crosetto, in attesa di uscire dalla Nato per solidarietà con la flottiglia si assicuri che i comandi della fregata italiana rispondano solo alla Difesa italiana, altrimenti c’è il rischio, molto alto a questo punto, che sparino su chi dovrebbe essere soccorso e lo mandino a fondo. Poveri i parlamentari imbarcati, poveri ragazzi. Non c’è infatti solo la guerra di Israele a Gaza, ma quella della Nato alla indomita flottiglia, che non si fa spaventare dalle criminali democrazie occidentali, con le mani genocide, sporche di sangue. La flottiglia in poche settimane di navigazione, è già riuscita ad estendere i confini del conflitto all’Italia e agli Stati Uniti d’America. Va avanti cos’ è scatena la terza guerra mondiale prima di Putin.
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