Il capolavoro mediatico costruito su Gaza, la trasmissione di rete 4 Cartabianca ne è la rappresentazione plastica, accusa Israele di essere, se non come il Terzo Reich, per lo meno come la Russia di Putin che prende ed invade la Crimea ed il Donbass. Non solo viene dato per scontato l’occupazione della terra palestinese. Adesso persino del mare. Per non parlare dell’espansione criminale dei coloni in Cisgiordania, la discriminazione terroristica che subisce la popolazione araba in quell’area. Tutto questo avviene in dispregio della legalità, del diritto internazionale, delle sentenze della corte dell’Aja, dell’Onu.
L’Onu si è riunito in Assemblea la settimana passata. Più di cento Stati membri vogliono il riconoscimento della Palestina. Perché se si ritiene illegale l’occupazione di Gaza o della Cisgiordania, non si organizza un’operazione militare per sgomberarla? Se il blocco navale è contro il diritto internazionale, si incarichi una flotta armata di forzarlo, non che si spera nell’ avventura di una manipolo di diportisti. La Turchia, l’Egitto inviino una flotta. Soprattutto perché mai apprezzano, come questi due paesi hanno fatto, il piano di pace di Trump, che ha il sostegno di Netanyahu, o meglio, il piano Netanyahu presentato da Trump.
I nostri media si sono dimenticati, non del 7 ottobre, una banalità. Israele ha subito infiniti sette ottobre nella sua storia a differenza di intensità. Si sono invece dimenticati ed in maniera clamorosa, della conferenza di Ginevra del 1973, perché tutto il territorio di cui dispone Israele oltre ai confini del ’67 deriva dalla pace stabilita in quella occasione. Gaza e la Cisgiordania trattasi di un territorio non frutto di un’invasione contro un popolo inerme. Gaza e la Cisgiordania sono conquiste di guerra in cui Israele era l’aggredito, nel caso della guerra del Kippur, a tradimento. E Israele non venne aggredito dall’Egitto, o dalla Siria, o dall’Egitto e la Siria insieme, ma dall’Egitto, dalla Siria, dall’Iraq, dalla Giordania ed una pletora di loro alleati che arrivava fino a comprendere l’esercito cubano. Persino Castro mandò il suo contingente simbolico in terra santa.
Imponendo la pace con la forza Israele restituì tutto il Sinai che aveva conquistato, perché il Sinai era materia del riconoscimento avvenuto con l’Egitto. Alla Siria che invece non fece la pace, Israele non restituì il Golan, ma la città di Quneitra, che all’epoca era la vera pietra dello scandalo. Con la Giordania ci si divise la Cisgiordania, dal momento che Hussein lasciava ben volentieri quelle aree perse. Di Gaza a nessuno importò niente, Sadat non pronunciò mai la parola Gaza che pure era egiziana dai tempi di Cleopatra.
Il principio base del diritto internazionale è che chi vince una guerra non restituisce un bel niente. La Russia, che pure era stata alleata di Hitler, si prese mezza Europa sino alle porte di Berlino. Non contenta, avrebbe rovesciato persino i governi costituiti da lei stessa in Ungheria prima e poi in Cecoslovacchia. La Jugoslavia occupò, giustamente, come risarcimento l’Istria e la Dalmazia. Come la Russia di Stalin la Jugoslavia di Tito adottarono sistemi di pulizia etnica per liberarsi della popolazione sgradita, Tito ricorse alle Foibe. Gli italiani perso la guerra, subirono le Foibe in silenzio. Ci sono voluti cinquant’anni per denunciare le Foibe in Italia. Israele di converso ha tirato giù qualche abitazione araba, e sì, ha persino spaventato il bestiame al pascolo per cacciarlo. In cinquant’anni ci sono stati più morti in Israele che in in Cisgiordania. Mentre a Gaza Israele concesse subito l’amministrazione indipendente, per la semplice ragione che Israele non può espandersi dove la sua popolazione non esiste. Anche in Cisgiordania non ci sono ebrei, ma la popolazione araba sotto il suo controllo è rarefatta rispetto alla zona sono il controllo giordano. La Germania del Terzo Reich aveva milioni di tedeschi oltre confine sino a Leopoli e a Vilnius. La Russia conta su un popolo che è lo stesso del suo sino ad Odessa. Israele non trova un ebreo superato un chilometro dal suo confine. Il suo raggio di espansione è necessariamente limitato, ma al diritto di guerra non intende rinunciare, se non appunto sulla base di un riconoscimento politico che non c’è mai stato se non da parte egiziana. Non è il parere di Netanyahu. Si tratta della posizione della laburista Golda Meir alla conferenza di Ginevra.
Questa posizione è diventata negli anni la premessa dello stessa possibilità di esistenza dello Stato Palestinese, pace in cambio di territori. E quale sarebbe la pace che si sarebbe offerta ad Israele? Si vuole solo umiliare Israele. La prima proposta seria fatta in questi due anni è quella presentata ieri alla Casa Bianca.
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