Il sindaco Gualtieri che tutto giocondo ha ricordato lo spirito del Giubileo prossimo venturo, dovrebbe andare a spiegarne il profondo significato ai famigliari di Emanuela Orlandi i quali ci sembrano giunti sull’orlo della disperazione. I nostri cristiani fratelli nella sventura sono 40 anni che cercano la sorella, meriterebbero il conforto della Chiesa o almeno quello della Capitale che si accinge soavemente ad accogliere l’indulgenza plenaria per tutti coloro che si recano a Roma. Che squisita bellezza, assassini venite. La domanda è se a questo punto bisogna essere indulgenti con gli Orlandi o con la Chiesa cattolica.
Sul caso Orlandi non abbiamo nessuna tesi, nessuna esperienza e nessuna idea. Brancoliamo completamente nel buio e non ci piacciono illazioni ed ipotesi complottistiche. È però singolare che davvero si pensi in Vaticano di poter riaprire l’inchiesta 40 anni dopo. Significa ritenere che l’inchiesta svolta allora non rispondesse ai dovuti criteri di severità. Una severità che sarebbe stata necessaria proprio per evitare che a distanza di 40 anni si decidesse di farne un’altra. Se noi avessimo chiesto a Sherlock Holmes di riesumare un caso dopo 40 anni probabilmente l’investigatore di Conan Doyle si sarebbe precipitato, è un personaggio di fantasia. Ma un qualunque procuratore in carne ed ossa, quali elementi potrebbe addurre a distanza di tanto tempo? Bisogna ipotizzare che possibili testimoni, come coloro che furono coinvolti, siano morti, e non è che si può continuare a frugare nelle tombe come pure si è fatto per un certo tempo nella speranza di trovare i poveri resti della ragazza scomparsa. E vorremmo anche evitare possibilmente nuovi casi di sedute spiritiche. Abbiamo già dato.
Ora qualche tempo fa il bravo giudice Ingroia si era messo in testa di riaprire il caso relativo a Salvatore Giuliano e questo ben a 50 anni di distanza dalla morte del celebre bandito siciliano, ma il giudice Ingroia per lo meno disponeva di un cadavere e comunque al dunque risulta che abbia preferito partire per il Guatemala. Un procuratore che riapre il caso Orlandi dove c’è disponibile solo aria ammorbata, può contare solo su un fattore e cioè che qualcuno capace di aver nascosto gli eventi all’epoca sia oggi disposto a rivelarli. Capire chi possa essere stato questo qualcuno non è poi difficile. Il problema è se un tale venire allo scoperto possa giovare alla reputazione residua del Vaticano. Non vorrete mica rovinare il Giubileo al sindaco Gualtieri?
Un’Italia che non conta più niente
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