Le dottrine politiche come le scienze fisiche necessitano di qualche relazione con l’esperienza, altrimenti finiscono per disperdersi nell’aria come certe sostanze gassose e in breve tempo non ne resta niente. Ora che gli italiani possono seguire le elezioni in Olanda forse si accorgeranno che dal 1994 ad oggi l’Olanda ha avuto persino più stabilità politica della Germania, quattro Cancellieri i tedeschi, Khol, Schroeder, Merkel, Scholz, tre gli olandesi, Wim Kok, Balkenende e Rutte che si è dimesso questo mese. La caratteristica comune dei sistemi politici tedesco ed olandese, per il resto molto diversi, è quella di disporre entrambi di una legge elettorale proporzionale, in Germania con sbarramento, in Olanda pura. Mark Rutte che guida un partito fondato nel 1948, ha governato dal 2010 al 2023, 13 anni, Kok e Balkenende otto ciascuno. Quando Kok prendeva il governo in Olanda, in Italia veniva eletto Berlusconi per la prima volta con il nuovo sistema che oltre all’alternanza doveva finalmente garantire la stabilità perché le coalizioni si formavano prima delle elezioni, in Olanda si formano dopo, e dovevano essere vincolate ad un candidato alla presidenza del consiglio, in Olanda generalmente è il leader del partito vincente e non c’è bisogno di scriverlo in costituzione perché è una questione di buon senso. Morale in Italia il sistema che doveva portare stabilità ha prodotto un governo Berlusconi, due anni dopo, uno Dini, con due maggioranze diverse, poi un governo Prodi, uno D’Alema con un’altra maggioranza, uno Amato con la stessa, cinque anni di nuovo governo Berlusconi e poi un cupio dissolvi, Prodi bis, Berlusconi iV, Monti, Renzi, Gentiloni, due volte Conte con due maggioranze diverse e finalmente Draghi con la solidarietà nazionale e oggi quello Meloni.
In pratica ai tre governi olandesi eletti con il proporzionale e privi di riferimento al capo del governo, l’Italia ne ha contrapposti 11 e mentre in Olanda si deve formare il quarto, l’Italia ha già il dodicesimo dove si predica l’elezione diretta del presidente del consiglio per cosa? Per avere stabilità, ovvio! Bisognerebbe solo capire come il presidente del consiglio italiano spiega l’Olanda. Perché se serve una riforma costituzionale per dare stabilità politica bisogna fare molta attenzione, l’Olanda è ancora una monarchia e se non è la legge elettorale e l’autorevolezza dei vecchi partiti del secolo scorso rimasti in auge, a dare stabilità al sistema, forse è la stessa forma costituzionale che va cambiata. Visto l’imminente fallimento del premierato già pronosticabile fin da ora esattamente come si pronosticava il fallimento del maggioritario, forse per l’agognata stabilità, bisogna tornare alla Corona. Questo sarebbe una questione molto seria, perché per la nostra costituzione tutto su può modificare tranne la forma repubblicana.
Il fallimento della nuova idea di stabilità proposta del governo si legge già dal primo momento per l’assenza di una riflessione sul sistema politico europeo, esattamente come avvenne nel ’94 quando ci si portò follemente al maggioritario. Allora si diceva che ci si sarebbe liberati dalla tirannia dei partiti minori, i piccoli partiti che fondamentalmente erano 4 e che adesso sono raddoppiati a dir poco e comunque come allora non tiranneggiano un bel niente, sono le crisi dei partiti maggiori a terremotare la stabilità di governo, le crisi interne alla Dc, quelle interne al Pdl, quelle interne ai Ds e poi al Pd. Finché Fratelli d’Italia è coesa sul suo leader ed è il primo partito con ampio margine sugli altri, il governo sarà stabile. È semplice. Per cui il presidente del consiglio sta perdendo tempo e si sta anche scavando la fossa, con un dispositivo di riforma per cui gli italiani eleggono un premier e poi la maggioranza può sostituirlo con uno non eletto più potente di quello eletto disponendo del potere di sciogliere le camere. E tutti questi sono ancora dettagli. Se uno vuole davvero la stabilità politica non propone il premierato, ma il Trattato teologico politico di Spinoza, dove non basta nemmeno il monarca. Solo la morale divina al centro dell’azione del governo consente finalmente la stabilità. La repubblica democratica è instabile ed ovvia a questo dilemma solo con la capacità. Quella che ci manca.
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