Sarà il Tribunale dei ministri a pronunciarsi sull’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma a carico dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza (Partito Democratico) e sull’ex direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini. Il passaggio del fascicolo era scontato, e secondo l’avvocato Danilo Leva, difensore di Speranza, è accompagnato da una richiesta di archiviazione che però non sarebbe stata notificata alle parti offese. Più sorprendente la dichiarazione dell’avvocato bolognese Alessandro Gamberini, difensore di Magrini: «Il dottor Nicola Magrini non ha mai ricevuto alcun avviso di garanzia», ma il sito ‘La nuova bussola quotidiana’ ha pubblicato il documento esclusivo (foto in alto) firmato dal procuratore Francesco Lo Voi.
Magrini, 61 anni, bolognese, medico farmacologo clinico, è già stato al centro di polemiche nel febbraio scorso quando, dopo essere uscito dall’Aifa, agenzia nella quale aveva ricoperto il ruolo di direttore generale da marzo 2021, è rientrato alla Regione Emilia-Romagna (dove aveva già lavorato dal 1996, prima all’Ausl di Modena e poi all’agenzia sanitaria regionale come responsabile dell’area valutazione del farmaco), ed è stato nominato responsabile dell’Unità operativa complessa ‘Qualità e Governo Clinico’ dell’Ausl Romagna con un contratto di cinque anni e uno stipendio di 146.000 euro all’anno.
L’inchiesta è relativa alle campagne di vaccinazione anti-Covid e ai danni subiti da un numero imprecisato di persone per reazioni avverse; i reati ipotizzati vanno dall’omicidio plurimo al falso ideologico.
I principi dimenticati
C’è un limite oltre il quale la politica smette di essere esercizio di responsabilità e diventa teatro di reazioni tardive,...







