Una sede neutrale dove svolgere i negoziati di pace con priorità per il Vaticano. I vertici istituzionali di Italia, Francia e Germania, più “un garante morale”. Un cessate il fuoco come conditio sine qua non per iniziare i negoziati insieme allo sblocco delle navi che portano il grano e gli aiuti umanitari. Infine la visita di una grande personalità morale a Mosca e Kiev, naturalmente il Papa. Questo sarebbe stato il grande piano in quattro punti per la pace che Salvini avrebbe voluto presentare a Mosca, magari a Putin in persona, per lo meno da quanto si legge oggi su “il Corriere della sera”. Se mai qualcuno avanzasse il sospetto di velleitarismo, lo stesso avvocato Capuano che ne ha esposto le linee fondamentali, mette le mani avanti. Salvini, è stato ricevuto in udienza dal Segretario di Stato vaticano il cardinal Pietro Parolin. Non una visita di piacere, il primo passo di un percorso in via di realizzazione. In pratica Salvini si era mosso su una base di intesa con la diplomazia vaticana, “un lavoro di tessitura straordinario”, sempre secondo l’avvocato Capuano, perché Salvini sarebbe “molto conosciuto e apprezzato nelle cancellerie internazionali”. Poi si stupiscono che “mossi con tutte le cautele che un’operazione del genere richiedeva” sono stati subissati di critiche!
In questo formidabile mosaico tessuto dai nostri amici leghisti, ci si è solo dimenticati di informare il presidente del Consiglio Draghi e magari ascoltarne una sua valutazione. La giustificazione di Capuano era che non si poteva sottoporre a Draghi “un’idea generica”. Che figura da incompetenti! E aggiunge, “Si è ritenuto di lavorare sotto copertura fino ad avare tutti gli elementi per poter andare dal presidente del Consiglio a chiedere il via libera”. Ci si sarebbe poi rimessi “alla sua decisione” e meno male. Purtroppo, non si sa come mai, si è verificata “una fuga di notizie che ha alzato il polverone”.
Via via che leggevamo questa intervista restavamo pietrificati nello sconcerto e poi in una sensazione di pena. Una parte politica importante della maggioranza avrebbe elaborato un piano definito da lei stessa “sotto copertura” con uno Stato straniero, il Vaticano, ovviamente. Ci mancava fosse solo la Russia. Questo senza prima consultare il presidente del consiglio italiano, che oltretutto Capuano definisce “premier”. Nemmeno ci si rende conto del significato delle parole oltre delle sciocchezze che si dicono. È vero che aver trasferito la propria abitazione ideale da Mosca alla Santa sede, appare come un netto miglioramento, ma ahinoi, restiamo degli extracomunitari. Salvini è cittadino dello Stato italiano, il quale Stato risponde all’Unione europea e partecipa alla Nato. Chieda all’onorevole Meloni che tutto questo lo comprende perfettamente. Ogni iniziativa politica del senatore Salvini ha come principale interlocutore i partiti della maggioranza parlamentare, e necessariamente il presidente del consiglio che lui ed il suo partito hanno contribuito a determinare. Tutto l’opposto di quanto abbiamo letto dal suo consulente, sempre che costui sia attendibile, perché vi sarebbe da dubitarne.
Insomma era molto meglio per Salvini uscirsene semplicemente con un ci provo io ad andare a parlare con Putin, piuttosto che mettere in piedi una simile pagliacciata di inviato del Vaticano presso lo Stato italiano e lo Stato russo. Non sappiamo se si rende conto l’avvocato Capuano di quello che ha sostenuto. Perché se l’intenzione era di dare una qualche dignità ad una trovata estemporanea, buona per i titoli dei giornali, nessuno è meglio di Salvini come fenomeno mediatico, si è peggiorata la sua situazione sul versante della collocazione internazionale di una forza politica italiana. Il Vaticano è infatti uno Stato neutrale, l’Italia no. Questo era il presupposto da cui occorreva partire e di cui invece non c’è nessuna traccia nella ricostruzione dell’avvocato Capuano che speriamo venga smentita presto da Salvini.
Va aggiunto che sono ridicoli anche i quattro punti del piano elaborato, dal momento che si richiede il cessate il fuoco come conditio sine qua non per i negoziati, ed il cessate il fuoco non ci sarà mai se l’esercito russo non interrompe prima l’avanzata. Cioè come si fa a chiedere il cessate il fuoco se i russi avanzano in Ucraina occupando territori? Non c’è nessuna disponibilità negoziale da parte della Russia, ed è questo infatti il giudizio espresso da Draghi che ancora ha sentito Putin direttamente. Per cui l’unica personalità con cui gli esponenti della sua maggioranza devono definire possibili iniziative di pace è esclusivamente la persona del presidente del Consiglio italiano. E se il presidente del Consiglio italiano sostiene che non c’è uno spiraglio di pace o ci si attiene a quanto egli dice, o ci si dimette dalla maggioranza. A quel punto fate quello che vi pare.







