sabato, 11 Luglio 2026
  • Login
  • Register
LA VOCE REPUBBLICANA
Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Editore: Partito Repubblicano Italiano
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
LA VOCE REPUBBLICANA
No Result
View All Result


Hegel tra Alexandre Kojève ed Eric Weil

di Mauro Cascio
31 Agosto 2023
in Cultura
1
Condividi su FacebookTwittaCondividi su WhatsApp

Ci sono due questioni intorno ad Hegel che sono caratteristica di tutti gli studi hegeliani. Da dove entrare nel suo Sistema, cioè qual è il punto di ingresso al complesso corpus dei suoi scritti. E dove mettere l’accento, cioè quale aspetto, se c’è, va privilegiato rispetto al resto e se esso costituisca o meno criterio esegetico per tutto il resto. I celebri corsi di Alexandre Kojève, in piena Hegel renaissance, e gli studi di Eric Weil non si congedano da questa necessità. Ma hanno un’urgenza in più, bene evidenziata da Edoardo Raimondi nel suo recente studio, profondo e documentato, Hegel tra Alexandre Kojève ed Eric Weil (Mimesis): è possibile ancora capire, con Hegel, la ragione d’essere fondamentale della storia, della filosofia e della politica? Due approcci che partono da premesse simili, qualche volte nemmeno tanto, per arrivare a esiti interessanti, e a volte opposti.

«Se Kojève, seguendo le tendenze dominanti della rinascita degli studi hegeliani in Francia, ha privilegiato in modo evidente le elaborazioni jenesi, Weil piuttosto si è preoccupato di rivalutare lo Hegel del sistema compiuto, e cioè quello della maturità. Ancora: se la lettura hegeliana di Kojève è rimasta caratterizzata da un ‘platonismo’ a fondo cristiano, quella di Weil è evidentemente segnata da un ‘aristotelismo’, per così dire posthegeliano. Non è un caso, del resto, che laddove Kojève ha ricondotto il movimento del Geist alla realtà propriamente umana attraverso la rilettura dell’ontologia hegeliana in chiave dualistica, Weil (criticando le ‘astrazioni esistenzialistiche’) ha riaffermato la valenza di un’ontologia monista – d’altronde il problema teorico fondamentale restava quello del significato e della funzione della negazione determinata. Si intuisce […] perché gli esiti delle due interpretazioni hegeliane abbiano finito per divergere radicalmente. Se Kojève ha visto la prova di verità della fin de l’historie nella compiuta realizzazione dello Stato moderno (napoleonico), Weil ha ricompreso la ragion d’essere stessa della ‘fine della storia’ sancendo la possibilità di un dopo Hegel diverso da Hegel: il filosofo tedesco, piuttosto, lungi dall’aver decretato la forma eterna dello Stato, avrebbe messo in luce quei problemi teorico-politici che avevano determinato i limiti della sua epoca».

La fine della storia, certo, fa problema di per sé. Già Koyrè aveva evidenziato che “la filosofia hegeliana, il ‘sistema’, sarebbero possibili solo se la storia fosse terminata, se non ci fosse più futuro, se il tempo potesse fermarsi”. Il tempo deve concludersi, l’ “inquieta tensione dell’istante” va soppressa; un presente che quindi si fa definitivamente “vittorioso su quel passato che ingloba e rende presente: ancora una volta questo tempo non è quello delle formule e degli orologi, ma il tempo storico, essenzialmente umano”. «Kojève, al contrario di Koyrè, andò fino in fondo: la fin de l’historie, presa alla lettera, non poteva che implicare l’esaurimento della vera negatività agente, dunque dell’uomo propriamente detto. Era la riconciliazione definitiva, tra soggettività ed oggettività, tra tempo ed eternità, tra uomo e natura. Nel Kojève lettore di Hegel, però, tutto ciò non avrebbe potuto che comportare il raggiungimento dell’eguaglianza universale delle condizioni sociali nello Stato universale e omogeneo, in cui non si sarebbe dovuto più negare alcunché. L’uomo, ormai, era pienamente soddisfatto di sé e della propria vita». Questo è “l’interramento della verità nel tempo storico” e la realizzazione di quell’Assoluto che, ad ogni modo, “avrebbe finito ancora per mostrarsi ‘immobile quanto il suo essere’”.

Quindi, lo Stato moderno. Per Kojève per arrivare alla libertà concreta, allo Stato napoleonico, era necessario attraversare un’unica tappa: il terrore. «Il concetto di libertà assoluta, animatore di quei moti rivoluzionari, restava figlio dell’illuminismo, dunque dell’intellezione pura – quella che diede luogo all’universo della cultura con l’affermazione della nozione di persona, che deve essere riconosciuta nella sua inviolabile universalità; vale a dire nella sua dignità, nei suoi diritti ancora intesi come naturali e all’insegna di principi formali quali giustizia, uguaglianza e fraternità. A predominare, pertanto, era ancora l’atteggiamento intellettualistico: la libertà di cui si proclamava l’assoluto valore restava pur sempre relegata nella sua forma puramente astratta. La particolarità dell’Io si innalza così immediatamente all’universale che, di contro, non può concretizzarsi veracemente nella realtà. Tale forma di astrazione, tale mancanza di mediazione tra il particolare e l’universale avrebbe rivelato, di conseguenza, il vero carattere di una libertà soltanto dichiarata; essa si sarebbe andata a configurare come puro arbitrio, come tentativo di imposizione violenta da parte di volontà altrettanto arbitrarie e non riconoscentesi effettivamente nella loro reciproca universalità. È a tal punto che si perviene al terrore, generato dallo scontro tra fazioni rivoluzionarie contrapposte. Siffatto momento del procedere storico-universale, tuttavia, si mostra nella sua intrinseca necessità, dal momento che solo attraverso quest’ulteriore travaglio del negativo si sarebbe potuti approdare – grazie al superamento dialettico dell’intelletto nella ragione – alla singolarità; all’unità, cioè, del particolare e dell’universale, all’universale concreto, allo Stato insomma, incarnato dall’individuo Napoleone». Ci può essere uno Stato perfetto? Per Hegel sicuramente no, il filosofo di Stoccarda, come Kojève ricordò nelle sue lezioni, sapeva benissimo che non può darsi nella storia uno Stato realizzato nel senso più pieno e vero: noi possiamo trovare, nel tempo dove lo Spirito si dà, solo il germe di questo Stato e, al massimo, le condizioni necessarie alla sua fioritura.

In Weil noi non abbiamo nessuna kojèviana fine della storia. Il movimento dialettico dello spirito non si ipostatizza in modo definitivo in un prodotto qualsiasi, finito, particolare. Non ci sono Istituzioni definitive. «Lo spirito, nella sua oggettività, non fa altro che mostrare l’attualità di una determinata realtà storica come problema, in quanto aperta alla perpetua estrinsecazione di senso. Il pensiero non precede questa realtà: essa può essere compresa solo “al calar della notte”, nel momento in cui la forma che le ha dato vita “è invecchiata” e un nuovo mondo storico sta per apparire: quest’ultimo atto di ciò che dialetticamente è potenza». La filosofia, per questo, arriva sempre dopo a comprendere, non predice, non profetizza, ma interviene a cose fatte. E ogni popolo può incarnare il culmine di uno sviluppo, ma non esserne investito in modo ultimo e definitivo: sarà lo sviluppo stesso ad abbandonare quel popolo al suo destino e alla sua condanna.

Foto Marco Lazzaroni | CC BY 2.0

Mauro Cascio

Mauro Cascio si è laureato in Filosofia a La Sapienza di Roma. Ha organizzato numerosi eventi culturali in Italia e all'estero, dalla Biblioteca del Senato al Pembroke College dell'Università di Oxford, attività grazie a cui ha vinto il Premio Nazionale di Filosofia nel 2013. È curatore di numerosi saggi, nonché prolifico autore. Al suo terzultimo libro, «Davanti alla fine del mondo» si è ispirato il cantautore Roberto Kunstler per il suo omonimo lavoro. Ora è in libreria con «Un pozzo di abati e di principi» e con «Il fulmine della soggettività. Attraversamenti hegeliani dall'infinita periferia». È coordinatore di direzione de La Voce Repubblicana

Altri Articoli

Principi ed esempi di una “spiritualità laica”

Principi ed esempi di una “spiritualità laica”

«Una “spiritualità laica” è una spiritualità che non è confinata alle religioni, ma che nasce da ispirazioni che appartengono alle...

Nascita di una nazione

Nascita di una nazione

Al presidente Woodrow Wilson si deva la diffusione del capolavoro del cinema muto di Griffith, Nascita di una Nazione, per...

Fine gloriosa della Repubblica Romana

Fine gloriosa della Repubblica Romana

Stefano Tomassini scriveva nella sua Storia Avventurosa della Repubblica Romana che si sarebbe dovuta ricordare al momento della caduta, il...

La speranza come passione per il nuovo

La speranza come passione per il nuovo

Il filosofo sudcoreano naturalizzato tedesco Byung-Chul Han in questo suo libro (Contro la società dell’angoscia. Speranza e rivoluzione, tr. it. di...

Prossimo articolo
Perché la Repubblica ha bisogno di esempi

Perché la Repubblica ha bisogno di esempi

Comments 1

  1. Edoardo Raimondi says:
    3 anni ago

    Grazie mille alla rivista e all’autore della recensione, che scopro solo ora.

    Un caro saluto
    Edoardo Raimondi

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consigliati

20 marzo, progetto Avanti x l’Italia ad Ancona

20 marzo, progetto Avanti x l’Italia ad Ancona

Il più grande presidente della storia americana

Il più grande presidente della storia americana

Articoli Popolari

  • Foto Sailko, Baron Antoine-Jean Gros | CC BY 3.0

    Il giovane Hegel e lo Spirito del mondo a cavallo

    1089 Condivisioni
    Condividi 436 Tweet 272
  • Il documento della Direzione Nazionale del Pri dell’8 agosto

    1083 Condivisioni
    Condividi 433 Tweet 271
  • Barbero, l’inutilità della filosofia e il segreto dei Templari

    1052 Condivisioni
    Condividi 421 Tweet 263
  • Il bipolarismo fasullo, intervista a Luigi Marattin

    955 Condivisioni
    Condividi 382 Tweet 239
  • Piero Angela, i complottisti e le bandiere

    883 Condivisioni
    Condividi 353 Tweet 221

LA VOCE REPUBBLICANA

Giornale di politica e attualità fondato nel 1921

Edizione online iscrizione n.136 del 02/12/2020
del Tribunale Ordinario di Roma
Direttore Responsabile: Paolo Morelli
Direttore Politico: Riccardo Bruno
Coordinamento direzione: Mauro Cascio

  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità / Politica
    • Guerra in Ucraina
  • Economia
  • L’Editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Cookie Policy
Sul nostro sito web utilizziamo i cookie per offrirti l'esperienza più pertinente possibile ricordando le tue preferenze nelle successive visite. Cliccando su "Accetta tutti", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Configurazione Cookie" per fornire un consenso controllato.
Configurazione CookieAccetta Tutto
Revisione consensi

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA