Grazie ad una magnifica trasmissione su La Sette di Corrado Augias abbiamo potuto rivedere l’America degli anni sessanta del secolo scorso, ed un suo campione indimenticabile, John Fitzgerald Kennedy. Quando si tratta dei Kennedy nessuno è più adatto a commentarli di Walter Veltroni che, in quanto kennediano convinto fin dai primi anni settanta, si iscrisse al Pci, un partito ancora stalinista.
Chi ha la pazienza di ricercare le opere di Veltroni dell’epoca, la sua memorabile intervista ad Achille Occhetto, Editori Riuniti, legge di due maoisti a colloquio. L’esperienza di Mao avrebbe segnato il futuro del mondo, quando di Kennedy nessuno si interessa. Il motivo era semplice. Per il Pci degli anni sessanta, Kennedy era un orco peggio di Trump. Il padre, un fascista legato alla mafia e lui prima ancora di insediarsi alla Casa Bianca aveva fatto uccidere il valoroso presidente Lumumba, un compagno africano. La sua principale attività, entrato in carica, era quella di voler assassinare, corroborato dal fratello Robert, Castro. Ed era un pirata. Kennedy voleva bloccare la flottiglia sovietica in acque internazionali. Dovette convocare la riunione di tutti i paesi sud americani per farsi autorizzare. A Botteghe oscure saltarono sulle sedie. Si trattava dei servi assoldati contro la giovane repubblica cubana. Il discorso sotto il muro di Berlino? Una provocazione alla democrazia tedesca. Il centrosinistra in Italia? Le mani della Cia sul nuovo governo Fanfani. Non bastasse, Kennedy era quello che aveva iniziato l’invasione del Vietnam, un guerrafondaio di professione. Ci sono voluti 25 anni perché il partito comunista iniziasse a cambiare la valutazione su Kennedy, cioè nel 1988. Un anno dopo, nel 1989, il Pci sarebbe rimasto l’unico partito ancora a chiamarsi comunista in tutta l’Europa continentale. Persino a Leningrado non esisteva più un partico comunista come tale. E meno male che Veltroni non ci ha mai espresso il suo pensiero su Nixon.
Le considerazioni su Trump, a cui si rimproverano i dazi che voleva Benny Sanders, il muro con il Messico, sviluppato da Clinton, mentre a buttare fuori i clandestini ha iniziato Biden, ci riportano alle valutazioni su Kennedy. Non fosse che Trump le guerre le vuole chiudere, non iniziare. Quelle in corso avevano coinvolto già i suoi predecessori. Allora si è subito accusato Trump di essere alleato di Putin, il che, però, dovrebbe essere un pregio, non un difetto. Kennedy cercava lo scontro con Crusciov! Resta la guerra in medio oriente iniziata da Hamas, e Trump, poveretto lui, cerca persino di trattare con Hamas.
Il punto è che la trattativa con Hamas sembra andare comunque meglio di quella che il presidente Lyndon Johnson voleva intraprendere con Ho Ci Min. Solo a sapere le intenzioni di Johnson, il vecchio zio Ho radunava ad Hanoi i suoi generali per farsi un sacco di risate. I vertici di Hamas ridono meno. La giungla sotterranea di cemento armato di Gaza, si espugna più facilmente di quella dei santuari cambogiani. Soprattutto, Hamas, senza il sostegno dell’Iran è spacciata. Non c’è uno Stato arabo, escluso il Qatar che già la sta tradendo, disposto a supportarla.
Se ci fosse in Italia un solo vecchio comunista pentito di tutto lo sciocchezzaio sostenuto nei suoi primi trent’anni di vita politica, ovvero dal 1961 fino al 1991, questo direbbe, compagni attenzione. Non ripetiamo l’errore commesso con Kennedy. Trump non ci piacerà mai, questo sarebbe troppo, ma sta facendo uno sforzo per la pace che potrebbe avere successo e comunque vada, avrà delle ricadute. Che senso politico ha mobilitare le piazze in nome della Palestina che al momento non ha una sola possibilità di nascere? Ne abbiamo mobilitate di ben più consistenti in nome del Vietnam, che seppe liberarsi di tutti i suoi nemici e non è servito a niente. Il Vietnam unificato divenne partner degli Stati Uniti d’America, quando il Pci era riluttante ad ascoltare i consigli di Gorbaciov. Tra l’altro stiamo già perdendo tutte le elezioni.
Non vi preoccupate. Magari fra trent’anni avremo un secondo Veltroni spiegarci che Trump è stato un grande presidente. Ha convinto Hamas a deporre le armi e guardate come ha trasformato Gaza! Poi, alla fine, ha dato pure i Tomahawck a Zelensky.
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