Il segretario nazionale del partito repubblicano italiano, Corrado De Rinaldi Saponaro, durante la campagna elettorale del 2018 propose lo Ius scolae. Il modo ritenuto migliore per definire il diritto di cittadinanza. Poi tutta la questione dei cicli scolastici si può discutere pacificamente, l’importante è fissare il principio per cui la cittadinanza italiana si concede sulla base di un presupposto culturale. A distanza di sette anni da quella proposta abbiamo novecentomila studenti in Italia privi della cittadinanza. Dal che non si comprende come si possa dire che l’attuale legge vada bene. Può essere perfettamente che questa incontri i favori della maggioranza del paese, ma la presenza nei nostri istituti di una massa di studenti che risultano stranieri è un’anomalia ingiustificabile. Persino Forza Italia, dal governo, se ne è accorta. Sono due anni oramai che a luglio Forza Italia rilancia lo Ius scolae, ed anche se poi viene messa a tacere dagli alleati della sua coalizione, la testimonianza è significativa.
Persino Giorgetti, il ministro leghista dell’Economia si è accorto che l’Italia ha un calo demografico preoccupante. Questo non comporta solo un problema per il lavoro di domani. tutti questi pensionati andranno pur mantenuti, quanto anche uno per la preparazione tecnica ed intellettuale dei futuri lavoratori. Se novecentomila studenti formatisi nelle nostre scuole decidessero di andarsene perché non gli si riconosce la cittadinanza italiana, quanti resterebbero in Italia domani? Si può ancora capire che non si vogliano migranti irregolari che non si sa da dove vengono e cosa intendano fare, Non è socialmente possibile ostruire la cittadinanza italiana a chi frequenta le nostre scuole per anni, cinque o dieci, ha poca importanza. Dovremmo fare carte false per trattenere tutti coloro che si stanno formando nel nostro paese, piuttosto.
Il problema dell’integrazione è un problema enorme che non offre ricette scontate. Abbiamo visto immigrati di terza generazione perfettamente inseriti nei loro paesi adottivi rigettare bruscamente e drammaticamente regole e costumi.. Ci sono gli stessi rischi per coloro che italiani da generazioni, si rivoltino comunque contro le istituzioni e la legge. Una Repubblica democratica ha spalle grandi persegue il diritto ed il dovere, confida sulla forza delle sue radici. Una Repubblica democratica, in particolare, è una società aperta e inclusiva.
Una Repubblica democratica che rischia di invecchiare precocemente deve innanzitutto preoccuparsi di essere innovativa e saper introdurre sangue nuovo nelle sue istituzioni, accettando la sfida dell’educazione. Se lo Stato non sa educare un giovane ad essere un buon cittadino, il tempo che ha davanti a se è molto più limitato di quanto ci si possa immaginare.
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