Il paradosso dell’epopea napoleonica è che l’unica battaglia davvero decisiva fu Trafalgar, in mare, e Napoleone la perse. Questo proprio mentre festeggiava Austerlitz. Nemmeno Pitt si rese conto di aver vinto la guerra in quel momento. L’Inghilterra non avrebbe avuto più bisogno di combattere una flotta francese, quando il povero Napoleone avrebbe dovuto ripetere il successo di Austerlitz ogni anno per restare in sella. Ci volle un secolo perché gli esperti militari convenissero che fu Trafalgar la ragione della vittoria sulla Francia da parte dell’impero britannico. Avesse preso il controllo del mare, Napoleone non sarebbe mai potuto essere sconfitto.
Putin ha perso la guerra in Ucraina appena gli è stata tolta l’isola dei serpenti, che pure era stata la sua prima conquista. Un isolotto di pochi chilometri quadrati da cui si tiene sotto tiro Odessa. Infatti su Odessa Putin ha detto che potrebbe marciare, una città su cui è più facile sbarcare. Anche lo zar Alessandro non amava ammettere le sconfitte. Poiché Bagration non è era arrivato in tempo sul campo di Austerlitz ed aveva impegnato una avanguardia francese prima della battaglia, venne celebrato a Mosca come un vincitore per settimane. Kutuzov che invece la battaglia l’aveva fatta tutta, venne trattato come un appestato. Quando poi anche Bagration fu sconfitto e con tutto l’esercito a Friedland, lo zar corse ad abbracciare il suo nemico. Meglio la pace da festeggiare piuttosto che piangere una sconfitta. Questo aspetto del genio di Alessandro a Putin manca completamente. Putin preferisce impantanarsi e sparare missili a iosa piuttosto che abbracciare il suo avversario e pure nessuno può odiare qualcuno come lo Zar odiava Bonaparte, questo parvenu borghese spinto dalla rivoluzione, il suo opposto fatto persona.
.Putin potrebbe essere rinfrancato dall’avanzata in Donbass che ha avuto un discreto successo, dopo tre anni è riuscito a conquistare l’intera regione del Luhansk. L’Institute of War di Washington riconosce ai russi la più importante avanzata dall’inizio del 2024, oltre i 50 chilometri, formidabili. Il problema di Putin è che, anche se ne conquistasse mille, cosa se ne fa? L’Ucraina era strategica nel momento nel quale la Russia si affacciava in Siria. Adesso dovrebbe riconquistare la Siria. Se Macron avesse il senso dell’umorismo, avrebbe potuto dire a Putin nella sua telefonata di ieri al Cremlino che è più facile torni la Francia in Siria che lui. Infatti si sono già complicati i rapporti fra Azerbaijan e Russia. Anche Baku si affaccia sul mare.
Mettiamo che Putin, questo Dio della guerra dei nostri tempi, si scagli su Sumy, ha pronti 50 mila uomini. La battaglia per Sumy va seguita attraverso i satelliti, ne vale la pena. I russi mandano all’attacco fanteria in motocicletta di cui gli ucraini fanno strage e loro continuano, da almeno un mese, mai visto nulla di simile. Così come non si era mai visto l’ak 630, una batteria della marina sovietica entrata in funzione nel 1976, oggi trasportata su dei mezzi semoventi a terra. Non sanno più cosa inventarsi i russi e denotano una certa fantasia. Purtroppo per loro l’Ucraina penetra in profondità il territorio russo oramai quotidianamente. Il sistema difensivo russo non è in grado di offrire una sufficiente copertura. Figurarsi se domani venisse attaccato dai B2 statunitensi che hanno bombardato l’Iran, o anche solo dagli f 35 israeliani, quando i russi faticano contro gli f16 dati agli ucraini.
Putin ha fallito il colpo in maniera clamorosa e la sua guerra è diventata, la cosa peggiore, anacronistica. Un solo popolo, una sola nazione, ha detto dell’Ucraina e della Russia, ed ha ragione. Motivo per chiedersi come mai gli ucraini lo combattano. Fossero nazisti, lui non è certo un campione democratico e non si rende conto che tutti i vicini della Russia, oramai lo guardano con diffidenza. Esclusi i cinesi. I cinesi lo guardano con appetito.
Pinacoteca di Brera







