Anche Mauro Cascio al Salone Internazionale del Libro di Torino. Sabato 17 alle 10 (Pad Oval, Stand T128-U127) sarà infatti presentato il suo ultimo lavoro, che tanta attenzione ha saputo catalizzare in questi ultimi mesi, «Il fulmine della soggettività. Attraversamenti hegeliani dall’infinita periferia» (Morlacchi editore). A discutere del tema, centrale e non solo dal punto di vista filosofico, Joseph Cohen, già allievo di Jacques Derrida, uno dei più apprezzati studiosi della filosofia classica tedesca a livello internazionale. Un tema, dicevamo, che non riguarda solo gli intellettuali: alla definizione dell’io siamo chiamati tutti. Cosa vuol dire ‘io’, che cos’è che ci fa dire ‘io’? Quali sono le ‘costruzioni’ dell’io? Cosa l’io produce, cosa trova, cosa apprende, cosa costruisce. Che cos’è per esempio la memoria che trattiene l’esperienza sensibile. Io, nella memoria, ricostruisco qualcosa che non mi è più semplicemente dato dall’oggettività. Io mi costruisco un mondo interno, do figurazioni al mio pensiero, mi costruisco il linguaggio. Proprio il confronto tra Hegel e Derrida, o meglio Derrida lettore di Hegel, costituisce uno dei momenti più alti del volume di Cascio. Ed è nel linguaggio che intervengono le categorie logiche (la Logica speculativa è un altro ambito di interesse di Mauro Cascio che qualche anno fa ha riproposto a sua cura gli studi fondamentali di John Ellis McTaggart e Georges Noël).
L’originalità dello studio è questa: si parte dal soggetto, per indagare la natura della sua libertà. Ancora: perché un soggetto si dice libero? Lo spazio, beninteso, è quello della sua volontà. La libertà è lo spazio dell’azione. Ma se parliamo di agire già stiamo parlando di limiti, ecco un altro capitolo fondamentale se si parla di soggettività: come costruire uno spazio condiviso, quello che chiameremo Stato, a partire dal soggetto e dal suo diritto ad essere libero. È questo il grande tema della modernità. È questo il cuore della tradizione repubblicana, terza via rispetto allo Statalismo che trascura il soggetto e al liberismo che trascura lo Stato.
Nella foto Mauro Cascio con Joseph Cohen







