Quasi a farlo apposta, giunti alla ricorrenza della Rivoluzione francese, 14 luglio 1789, ricordiamo la data perché é stata trascritta errata pure questa, si legge di una nostalgia per il mondo di ieri degna di Stefan Zweig. Non fosse che Zweig rimpiangeva cose vere, non visioni. C’era una volta il diritto che regnava sulla forza, è una storia bellissima che non si capisce a chi si riferisce. A Saddam? A Gheddafi? A Milosevic? Al commando palestinese che assalì l’Achille Lauro, quando la navigazione commerciale era rispettata e sicura e gli europei avevano mandato la loro flotta ad Hormuz per garantire il traffico? Davvero difficile capire di cosa si tratta, se non che il mondo cambia per l’appunto, non necessariamente in meglio. Per cercare di migliorarlo serve per lo meno una dose di realismo.
Evidentemente non si è capito cosa è stata l’aggressione russa all’Ucraina, e lo dimostra la diffusa quando rarefatta solidarietà di fronte ad una mobilitazione, soprattutto in Italia, a favore della Russia. L’aggressione di Hitler alla Polonia nasceva in una logica di rivincita per la sconfitta della seconda guerra mondiale, era una provocazione all’ordine costituito delle potenze vincitrici che avevano sottomesso la Germania n condizioni, a detta di Keynes, prima di Hitler, irricevibili. L’aggressione all’Ucraina avviene in un contesto di cooperazione sostanziale fra Russia ed occidente, perché la conquista della Crimea era stata condannata in maniera talmente blanda da favorirne l’annessione. Lo schema del diritto internazionale si era alterato in nome di un revanscismo russo giudicato accettabile. La Crimea apparteneva alla Russia dal Settecento, la rivogliono, visto che sono un impero in rovina, accontentiamoli. Berlusconi andò a festeggiare a champagne il successo di Putin. Obama pensava davvero che fosse finita lì. Quando i russi hanno iniziato ad ammassare soldati al confine nel 2020, erano tutti increduli. I cervelloni della geopolitica, spiegavano in tv che Putin mai avrebbe attaccato l’Ucraina dopo essersi preso le repubbliche separatiste e la Crimea.
Adesso ci si stupisce che il diritto di navigazione sia venuto meno, cioè quando proprio la Russia impiega una flotta fantasma per trasportare il petrolio. Meno male che l’Ucraina è in grado di colpirla, più di ottanta navi solo negli ultimi giorni, anche perché altrimenti dovrebbe sparare sui palazzi civili, come fa Putin da quattro anni e la lotta contro la flotta fantasma russa, che viola sicuramente il diritto internazionale di navigazione, è condiviso più o meno da tutti i paesi occidentali, indi per cui il diritto internazionale di navigazione è destinato a cambiare. Se attacchi un paese proditoriamente, non navighi più a tuo piacimento.
Ci sarà un momento in cui tante anime belle capiranno che la guerra all’Iran è la stessa della guerra all’Ucraina, un altro fronte, perché gli Stati Uniti hanno relazioni con la Russia tali, hanno vinto la seconda guerra mondiale insieme, da evitare lo scontro diretto, per la deterrenza nucleare. Attenzione, anche questo paradigma potrebbe cambiare. Finora ha retto, ma gli argini si possono assottigliare. Pure uno Stato che minaccia di morte capi di Stati altrui, non è qualcosa di particolarmente conforme al diritto internazionale. Nessuno se ne lamenta. La situazione dell’Iran è molto più esposta di quanto si ritenga comunemente. Se la Russia impiegasse un’arma nucleare contro l’Ucraina, sarebbe la prima a patirne le conseguenze, i due paesi sono limitrofi, le famiglie a volte le stesse. Gli scambi di prigionieri che avvengono regolarmente fra russi ed ucraini, nel mondo di ieri si facevano a guerra finita, non a guerra in corso, per non dover combattere due volte gli stessi soldati.
L’America non avrebbe nessun problema logistico a bombardare atomicamente l’Iran, ha solo un freno morale. Nel caso il regime stringesse ulteriormente le maglie della repressione sul dissenso interno, questo freno potrebbe allentarsi. Un paese privo del tutto di copertura area dovrebbe essere più prudente. Ovviamente, l’Iran non lo è. Altrimenti non avrebbe minacciato più volte di voler distruggere atomicamente Israele. Asserzioni che hanno spostato di molto la sensibilità araba, perché Israele è a ridosso di ben quattro altri Stati. Allora si che si vedrebbe il genocidio a Gaza. Lo commetterebbero le atomiche iraniane per spazzare via gli ebrei. E anche questo, lo sterminio del popolo ebraico, è un tuffo nel mondo di ieri che pure si sperava superato.
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