Nella nazione nord americana il federalismo nasce principalmente come fondamento dello Stato unitario. Si tratta di un popolo disperso su un territorio vastissimo che vanta quasi ovunque le stesse radici. Questo popolo combatte una guerra di indipendenza e si da un ordinamento proprio per riscattarsi dalla dominazione coloniale. Quando la Federazione statunitense entrerà un crisi, sarà perché nasce una confederazione, in cui gli Stati che vi appartengono non riconoscono un potere centrale indipendente da quello espresso dal loro territorio. Il federalismo francese segue la stessa traccia di quello americano. La Francia dell’Ancien Regime era divisa in dipartimenti e sono i dipartimenti a promuovere i cahiers di doleance, ordine per ordine, da presentare al re per riformare lo Stato centrale. Caduta la Bastiglia si celebrerà una Festa della Federazione, per ricordare l’impegno su cui si fonda la rivoluzione. Una volta preso il potere i federalisti si spengono. Il termine “Gironda” non viene usato fino agli arresti del 1793. I “girondini” allora erano semplicemente i giacobini al governo che frequentavano Brissot e Madame Roland, che erano parigini, al limite si chiamavano “brissotini”. Vergniaud viene da Limoges, Roland da Thizy, Condorcet dalla Somme. Quando si trovano braccati dalla comune di Parigi, verranno chiamati “girondini”, la maggior parte di loro si rifugerà a Bordeaux. Durante lo scontro parlamentare invocano il decentramento politico perché non controllano più Parigi.
Il primo partito italiano a sostenere il federalismo è stato il partito comunista, memore della sfortuna della Gironda. Cacciato dal governo di liberazione nazionale, il Pci ha solo la possibilità di governare Regioni come l’Emilia Romagna, da qui il forte desiderio di decentramento dei poteri dello Stato. Su base Regionale il Pci può ancora comandare. Nel Risorgimento anche Cattaneo era federalista e lui stava direttamente in esilio, oppositore della monarchia, quanto il centralista Mazzini. Cattaneo era solo più scettico di Mazzini sulle possibilità unitarie dell’Italia, si sarebbe accontentato di liberare la Lombardia dal gioco austriaco, come al tempo della Repubblica cispadana. Nella sede leghista di via Bellerio a Milano al tempo di Bossi c’era un busto di Cattaneo, la Lega era infatti una forza di opposizione al sistema radicale. Nel momento nel quale tornò al governo nazionale con Berlusconi, che ragione aveva più la Lega di sostenere il federalismo? Le Regioni in cui governa possono concertare le loro azioni efficacemente con il governo centrale. Il ministro Salvini vuol fare il ponte sullo Stretto? Magari i presidenti di Regione in Calabria e Sicilia glielo bocciano, ecco il federalismo, l’autonomia, differenziata o meno che sia.
Il professor Miglio che aveva una qualche idea di un disegno istituzionale, voleva tenere il modello federale come elemento comunque simbolico dell’origine leghista in una cornice unitaria, per la quale riteneva indispensabile un presidente eletto dal popolo, non un primo ministro. A parte che il primo ministro non esiste in una Repubblica, serve un capo della nazione per compensare una spinta federale, non un semplice capo del governo. Per fare un capo del governo che duri cinque anni, non basta la legge. Bisogna trovare una persona capace di imporsi politicamente al parlamento ed al paese per le sue capacità. Non che manchino tali individui nella storia, è che durano sempre poco.
Domaine de Vizille Musée de la Révolution Française






