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La credibilità dello Stato e quella della Rai

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
13 Maggio 2024
in L'editoriale
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Nel 46esimo anniversario della morte di Aldo Moro il comune di Maglie, la città natale dello statista democristiano, ha stampato e diffuso un manifesto con il ritratto dell’attore che lo interpreta in uno sceneggiato televisivo dell’anno scorso. Se non si ricordano le fattezze di Moro i suoi compaesani, figurarsi cosa si ricorda in Italia del suo pensiero. Nemmeno a dirlo il servizio pubblico ne ha affidato un elaborato ad una trasmissione di Rai 3 dove sono convinti che Moro fu ucciso dal suo stesso partito su mandato degli americani, della mafia e del mossad, tutti insieme felicemente. Tesi per lo meno discutibile. Prima di stabilire i mandanti, bisognerebbe conoscere gli esecutori ed agli atti ancora non si sa quanti e chi fossero esattamente i membri del commando di via Fani. Non si sa nemmeno e sono almeno state tre le commissioni di inchiesta, se Moro volesse o non volesse l’auto blindata, come se l’auto blindata fosse una condizione di garanzia per la sua sopravvivenza. Nel caso fosse bastata un’auto blindata a salvare la vita di Moro, allora lo Stato avrebbe avuto a che fare con dilettanti ed improvvisatori.

Tali e tante sono le controversie sul caso Moro che le interpretazioni possibili sono infinite.
Gli elementi politici invece sono più certi. Il partito comunista entrò in maggioranza con il voto di fiducia dato sul sequestro e la strage di via Fani. Non c’è la controprova che senza quella drammatizzazione il Pci avrebbe sostenuto un governo Andreotti riciclato come quello che si presentò alle camere. Per cui coloro convinti che si volesse uccidere Moro per impedire l’asse Pci Dc, si trovano smentiti dai fatti. Il sequestro e poi l’omicidio sugellano l’emergenza e la solidarietà nazionale. Nemmeno si può dire che gli americani hanno voluto la morte di Moro se pure contemporaneamente si accusa Craxi di essersi venduto agli americani, dal momento che Craxi era favorevole alla trattativa. Quando si pone tanta attenzione alle lettere di Moro rivolte ai suoi compagni di partito, bisognerebbe anche avere lo scrupolo di leggere quelle scritte a Craxi.
Troppa disinvolta superficialità rischia di oscurare il dato storico complessivo, ovvero la sconfitta del fronte della fermezza, nonostante la successiva sconfitta delle Br. Perché il fronte della fermezza vincesse davvero, occorreva anche salvare la vita di Moro. Non esserci riusciti ha scosso le fondamenta della credibilità dello Stato quali successi avrebbe poi conseguito. Se invece Moro fosse stato lasciato morire per sudditanza verso gli americani, ecco che allora gli americani non avrebbero avuto motivo di liberarsi dei tanti zelanti sottoposti, come pure si sostiene dal momento che anche adesso si è convinti che sono sempre gli americani, la mafia ed il mossad a dare le carte della vita politica italiana. Qualsiasi cosa avvenga in Italia il popolo bue è sconfitto a priori dalle trame oscure della Cia.

Per tanta strategia occulta c’è qualche inefficienza palese che caratterizza meglio l’epopea, dove lo Stato appare impreparato ed i suoi ministri inadeguati, a cominciare da quello degli Interni, il principale pupillo di Moro, Francesco Cossiga, non Santi Mattarella- Anche l’America perse per morte violenta dei capi del governo, da Lincoln a Kennedy. Proteggere i propri rappresentanti richiede una certa abilità. Bonaparte sopravvisse agli attentati contro la sua persona perché contava sui servizi di Fouché. Per essere invece travolti dal vorticoso moto politico di Moro, non c’era bisogno di essere filoamericani o mafiosi. Moro già dal 1962 aveva fatto scandalo aprendo ai socialisti. Gli americani e la mafia avrebbero avuto motivo di ucciderlo fin d’allora. Del resto non mancano aspetti della ricostruzione ridicoli. A Rai tre hanno ricordato che Moro si oppose a dare le basi Nato per rifornire Israele durante la guerra del Kippur. Non hanno detto che lo stesso fecero tutti i paesi europei. Gli americani furono costretti a rivolgersi allo Scià e pure non sono stati assassinati i leader tedeschi, inglesi e nemmeno quelli francesi.
Con la morte di Moro la Repubblica ha pagato un prezzo altissimo e ancora lo sta pagando. La Rai invece non ne ha pagato nessuno, tanto da permettersi di aumentare persino lo sciocchezzaio nell’anniversario della morte.

Camera dei deputati archivio storico

Tags: MoroRai
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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