venerdì, 13 Marzo 2026
  • Login
  • Register
LA VOCE REPUBBLICANA
Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Editore: Partito Repubblicano Italiano
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
LA VOCE REPUBBLICANA
No Result
View All Result


La Groenlandia nel menù presidenziale

di Redazione
22 Gennaio 2026
in America e Atlantico
0
Condividi su FacebookTwittaCondividi su WhatsApp

Piergiorgio Vasi ci ha inviato il seguente articolo che pubblichiamo volentieri

La recente, turbolenta vicenda degli interessi dell’amministrazione Trump sulla Groenlandia ha offerto al mondo una dimostrazione pratica, e per certi versi rassicurante, del funzionamento della più antica democrazia costituzionale moderna. Ciò che potrebbe essere apparso come un’improvvisa velleità espansionistica si è scontrato, ed è stato plasmato, dal solido sistema di controlli e contrappesi che gli Stati Uniti si sono dati sin dalla loro fondazione. Questa vicenda, nel suo dispiegarsi, non è la storia di un capriccio presidenziale realizzato, ma il racconto di come le istituzioni siano state progettate per prevenire derive autoritarie.


L’’apparente dietrofront del Presidente Trump esplicitato a Davos, dove ha trasformato l’idea di occupazione militare o di un’acquisizione forzata della Groenlandia nella proposta di un accordo trattato attraverso la NATO, è frutto in realtà di un insormontabile scoglio che Trump avrebbe trovato, rischiando l’impeachment, ovvero la Costituzione degli Stati Uniti. Il presidente, per quanto potente, non è un monarca. Il potere di dichiarare guerra, di autorizzare un’azione militare di occupazione contro un territorio sovrano (la Groenlandia è parte del Regno di Danimarca) e di stanziare i fondi necessari, risiede in modo esclusivo e inequivocabile nel Congresso. Questo principio cardine, stabilito dall’Articolo I della Costituzione, ha costretto un ripensamento strategico. La transizione da un’ipotesi unilaterale e potenzialmente conflittuale a una trattativa in ambito NATO non è stata una scelta di stile, ma un obbligo dettato dalla legge fondamentale. Il presidente Trump, di fronte all’impossibilità di agire senza il consenso del legislativo, ha dovuto modificare rotta. È qui che il sistema ha mostrato la sua forza: il potere esecutivo è stato “controllato” e “bilanciato” dal potere legislativo, impedendo un’azione avventata che avrebbe avuto imprevedibili conseguenze geopolitiche.


Lo stesso principio si è manifestato con uguale chiarezza nella questione dei dazi minacciati contro Francia e altri alleati che avevano schierato truppe in Groenlandia a difesa della sovranità danese. La presidenza non ha carta bianca neppure in materia commerciale. L’imposizione di dazi, specialmente su base “rettributiva” o punitiva verso alleati, deve avere una solida giustificazione legale, tipicamente legata a minacce concrete alla sicurezza nazionale o a pratiche commerciali sleali accertate. Il quadro normativo statunitense, incluso il Section 301 del Trade Act, richiede un iter investigativo e dimostrativo rigoroso. Nel caso specifico, come evidenziato da molti analisti costituzionali e commerciali, la mera ritorsione per una legittima difesa della sovranità di un alleato non costituisce un estremo giuridicamente sostenibile. La decisione di ritirare la minaccia dei dazi, quindi, non è stata solo una mossa diplomatica, ma il riconoscimento che l’azione proposta non avrebbe superato il vaglio delle normative interne e della probabile opposizione del Congresso, custode anche del potere regolatore del commercio internazionale.


La presidenza Trump si è spesso caratterizzata per un approccio personale e diretto, che ha messo a dura prova le tradizioni politiche e le alleanze internazionali. Tuttavia, la vicenda della Groenlandia sottolinea un punto fondamentale: la forza della democrazia americana non risiede nella persona del presidente, ma nella sua architettura istituzionale. I “checks and balances” – la separazione dei poteri, il controllo giudiziario, la sovranità del Congresso su guerra e finanze – agiscono come anticorpi contro la concentrazione del potere. Hanno impedito che un impulso presidenziale si traducesse in un atto bellico, e hanno costretto a rientrare una guerra commerciale ingiustificata.
Questa lezione istituzionale arriva in un momento di forte pressione per la Casa Bianca. L’economia americana mostra segni di preoccupazione, con un’inflazione persistente al di sopra della soglia obiettivo del 2% e un debito pubblico che continua a crescere senza che emerga un piano chiaro per la sua stabilizzazione. Il tradizionale “paracadute” rappresentato dagli acquirenti esteri, in primis la Cina, appare meno sicuro in un’epoca di tensioni geopolitiche. In questo quadro, l’avventurismo militare appariva ancor più rischioso. Non a caso, secondo i sondaggi, solo il 19% degli americani si è dichiarato favorevole a un attacco militare per la conquista della Groenlandia, un dato che riflette sia il pragmatismo del pubblico che la consapevolezza dei costi e dei pericoli di un simile gesto.


La parabola dell’interesse per la Groenlandia, dalla suggestione iniziale alla soluzione negoziale, è un caso di studio per il mondo. Dimostra che anche di fronte a un presidente determinato a esercitare il potere in modo personale, le istituzioni democratiche degli Stati Uniti, forgiate in oltre due secoli di storia, mantengono la loro efficacia. Hanno garantito che la forza venga esercitata non per volontà di uno, ma secondo le regole e i processi stabiliti dalla legge. In questo risiede la grandezza e la resilienza della democrazia americana: non nell’assenza di tentazioni autoritarie, ma nella presenza di meccanismi costituzionali progettati proprio per neutralizzarle. La Groenlandia, suo malgrado, è diventata il simbolo di questa verità eterna.

licenza pixabay

Tags: balancecheck

Redazione

Altri Articoli

Il controllo politico della magistratura

Il controllo politico della magistratura

Per avere un'idea del controllo politico della magistratura, abbiamo la Corte Suprema di Giustizia americana i cui membri vengono nominati...

La legge del più forte

La scheggia impazzita della democrazia statunitense

Ho letto con interesse l’editoriale di Riccardo Bruno, “Il nuovo ordine mondiale”. Ne condivido l’impostazione di fondo: il quadro internazionale...

Stati Uniti ed Europa una cosa sola, il messaggio di Mark Rubio a Monaco

Stati Uniti ed Europa una cosa sola, il messaggio di Mark Rubio a Monaco

”Sia la nostra storia sia i nostri destini saranno sempre legati tra loro” è un passaggio dell'intervento del segretario di...

Senza voce, senza schiena

Senza voce, senza schiena

Siamo di fronte a un passaggio cruciale. Trump prende a schiaffi l’Europa, e noi stiamo zitti. Dopo averci trattato come...

Prossimo articolo
La lunga stagione artica

La lunga stagione artica

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consigliati

I nuovi confini della Russia sono già stati violati

Un concione straordinario

Perché preoccupa più l’Italia che  la Germania

Perché preoccupa più l’Italia che la Germania

Articoli Popolari

  • Il documento della Direzione Nazionale del Pri dell’8 agosto

    1068 Condivisioni
    Condividi 427 Tweet 267
  • Il giovane Hegel e lo Spirito del mondo a cavallo

    1064 Condivisioni
    Condividi 426 Tweet 266
  • Barbero, l’inutilità della filosofia e il segreto dei Templari

    1040 Condivisioni
    Condividi 416 Tweet 260
  • Il bipolarismo fasullo, intervista a Luigi Marattin

    947 Condivisioni
    Condividi 379 Tweet 237
  • Piero Angela, i complottisti e le bandiere

    870 Condivisioni
    Condividi 348 Tweet 218

LA VOCE REPUBBLICANA

Giornale di politica e attualità fondato nel 1921

Edizione online iscrizione n.136 del 02/12/2020
del Tribunale Ordinario di Roma
Direttore Responsabile: Paolo Morelli
Direttore Politico: Riccardo Bruno
Coordinamento direzione: Mauro Cascio

  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità / Politica
    • Guerra in Ucraina
  • Economia
  • L’Editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Cookie Policy
Sul nostro sito web utilizziamo i cookie per offrirti l'esperienza più pertinente possibile ricordando le tue preferenze nelle successive visite. Cliccando su "Accetta tutti", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Configurazione Cookie" per fornire un consenso controllato.
Configurazione CookieAccetta Tutto
Revisione consensi

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA