C’è una guerra in corso sul crinale appenninico che si sviluppa fra Toscana, Emilia-Romagna e Marche, è la guerra del vento. Potrebbe avere avuto qualche influenza sul voto nelle Marche ed è più probabile che c’è l’abbia la prossima settimana in quello toscano. Infatti la Regione Toscana aveva autorizzato l’impianto Badia Wind che prevede sette aerogeneratori alti circa 180 metri da installare nel territorio del comune di Badia Tedalda, in Toscana ma al confine con Emilia-Romagna e Marche. La conferenza dei servizi che riuniva gli enti competenti sul progetto, convocata nel luglio scorso dalla Regione Toscana aveva dato il via libera al progetto nonostante i pareri contrari delle due regioni confinanti, di numerosi comuni, comitati e persino delle soprintendenze. Tra i sindaci più battaglieri c’è Fabiano Tonielli di Casteldelci (Rimini), mentre Enrico Salvi di Verghereto (Forlì-Cesena) si è detto possibilista, ma lasciando la parola ai suoi cittadini. Il sindaco di Bagno di Romagna (Forlì-Cesena) Enrico Spighi si era rifugiato nell’ipocrisia Nimby (Not In My Back Yard, non nel mio cortile) affermando: «Siamo un’Amministrazione pienamente favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili», ma aggiungendo: «Ciò che contestiamo con forza è questo specifico progetto in quanto estremamente sbilanciato a danno del nostro territorio». Come a dire: «Fate pure gli impianti eolici, ma lontano da casa mia».
A tagliare la testa al toro è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli che ha congelato il progetto Badia Wind convocando una nuova conferenza dei servizi presso il ministero. Intanto, però, sono nati come funghi in un ottobre piovoso altri nove progetti eolici (presentati o di cui si parla) sul crinale appenninico fra Toscana, Emilia-Romagna e Marche. Entreranno anche nelle urne toscane?







