È molto probabile che Putin si sia convinto all’invasione dell’Ucraina, non davanti al ritiro americano in Afghanistan, quello sovietico fu molto più tragico e disordinato, ma quando ha visto gli italiani cantare sui balconi con un governo che li chiudeva in casa. I russi della pandemia se ne sono fregati e hanno subito mandato una missione militare per farci sapere che desiderano tornare al più presto da queste parti. Se gli europei erano spaventati da un virus, figurarsi se non lo erano dalla guerra.
L’unica offensiva russa che ha funzionato davvero è quella delle minacce, non quella fallimentare sul campo di battaglia. Respinto a Kyiv, Putin spaccerebbe come un successo la conquista di un posto sperduto come Severodonetsk. Un Paese che persa la guerra fredda nel 1991 è stato annientato e ridisegnato sulle mappe, e oggi, che esiste politicamente su solo due città, ne minaccia diecimila di guerra nucleare. Colpite Pietroburgo e Mosca, della Russia resterebbe più o meno la steppa.
Se c’è qualcuno che deve temere la guerra atomica è la Russia altrimenti l’Urss l’avrebbe fatta piuttosto di essere risucchiata nel vuoto della storia e l’Urss era ben più armata ed estesa di un ectoplasma che nemmeno più conta sull’Ucraina, che ha l’Azerbaigian di traverso, la Georgia contro e non sa fino a quanto possa davvero fidarsi della Bielorussia. I russi non hanno bisogno di noi in questa guerra, ha detto elegantemente Lukashenko. Da qui la pagliacciata mediatica del Cremlino con i suoi guitti, Lavrov e Medvedev, assetati di sangue occidentale. Bombardiamo qua, bombarderemo là.
La verità è che i russi bombardano a stento l’Ucraina, che un esercito di badanti e contadini gli ruba i pezzi di artiglieria e gli affonda le navi da guerra. Putin è arrivato persino a dire torneremo a combattere in Europa, il che fa ridere perché la guerra in Europa i russi l’hanno persa a cannonate ai tempi di Bonaparte, sono finiti in trincea contro il Kaiser e per arrivare a Berlino hanno dovuto aspettare che il Terzo Reich fosse invaso dagli anglo americani. Solo la faccia tosta non gli manca, cancelleremo l’Inghilterra, hanno persino detto, cioè una nazione che gli sta avanti militarmente di almeno un paio di secoli.
Mentre qui da noi si battono i denti, per carità non mandate le armi, lasciate che violentino tutte le ucraine che vogliono, radano al suolo intere città, ci toglieranno pure il gas altrimenti, Londra ha finalmente risposto come si deve a questo branco di criminali stanziato al Cremlino. Il capo delle forze armate britanniche Sir Tony Radakin, ha affermato che la Russia ha già “strategicamente perso” la guerra in Ucraina e ora è una “potenza ridotta”. Poi il capo di Stato maggiore dell’esercito si è presentato ai suoi uomini dicendo di tenersi pronti a combattere.
La situazione delle forze russe dopo tre mesi di perdite per conquistare qualche miglio insignificante di un terreno che avrebbe pure dovuto essere già loro, le famose repubbliche secessioniste, è tale che una semplice offensiva dei marines di sua Maestà comporterebbe il panico. La guerra durerà anni ha detto il segretario della Nato, perché un esercito improvvisato come quello ucraino regge l’urto di quello russo con l’ handicap della inesperienza. Ma se gli inglesi sono pronti a battersi presto vedrete come i russi abbassano le penne. Le guerre le hanno vinte solo quando le combattevano con gli inglesi al loro fianco, mai senza e mai contro. Questo i generali di Putin, quelli rimasti in vita o in carica, lo sanno.
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