Leggere che le democrazie liberali sarebbero minacciate dalla disinformazione e dalla propaganda distorta che le nuove tecnologie comportano e che in particolare, chi meglio le controlla, Elon Musk, le sfrutta tutte a suo favore, bene, fa un po’ sorridere. Anche Cesare sfruttava le nuove tecnologie per fare disinformazione o per lo meno, per manipolarla e di questo era accusato dal Senato romano. Il De bello Gallico, non era mica uno studio storico, era un testo di autocelebrazione che Cesare faceva leggere sulle piazze di Roma per informare sulla guerra. Dopo Cesare il più grande manipolatore della realtà fu Bonaparte che superò Cesare in propaganda con il suo Courier d’Italie. La Francia combatteva da sei anni ma mai era arrivato ai francesi un giornale sulle imprese belliche, al limite i generali riferivano alla Convenzione e avevano un trafiletto sul Moniteur. Napoleone scriveva di suo pugno imprese mirabolanti che per la verità valevano quelle di altri comandanti francesi da Hoche e Moreau, a Mc Donald, persino PIchegru, per non dire di Massena che al servizio dell’armata d’Italia salvò Bonaparte in più circostanze. Nessuno di questi geni militari si preoccupava di quello che Napoleone riteneva fondamentale, la comunicazione. Per quanto Cesare e Bonaparte fossero formidabili nell’alterare la verità dei fatti a loro vantaggio, Cesare affogava nel sangue intere popolazioni, mentre la campagna d’Italia fu più problematica di come Bonaparte la infiocchettava, i due sembrano dei dilettanti di fronte a Stalin.
Con Stalin abbiamo un autentico cambio di passo, perché la macchina della propaganda viene esportata automaticamente da se stessa attraverso i partiti satellite del PCUS. Stalin sta in poltrona a vedersi film western e quella funziona da sola, in tutta Europa, quando Cesare e Napoleone, poveracci, sgobbavano come dei matti. Anche Mussolini, anche Hitler hanno usato gli stessi metodi di disinformazione e alterazione, ma davvero insignificanti .rispetto alla capacità di Stalin. Il modello è la guerra di Spagna. La Russia interviene, unica potenza mondiale, per salvare le istituzioni democratiche ed è tutto un florilegio di intellettuali, di movimenti, di cittadini pronti a sostenere questa bazzecola, tanto che quando gli anarchici del Poum verranno fucilati dai russi, tutti a dire, gli anarchici sono complici di Franco, sono fascisti, gli anarchici. E fascisti saranno i fratelli Rosselli, i socialisti in generale, non parliamo dei trotskisti e persino dei vecchi compagni di lotta del grande Stalin. I generali dell’Armata rossa? Tutti venduti ad Hitler, il servo del capitalismo, per lo meno fino a quando l’accordo con Hitler lo farà Stalin. Dopodiché, quando l’Unione sovietica viene invasa, ecco che risorge l’antifascismo militante. L’eroico Stalin sconfigge il nazismo praticamente a mani nude e ci si crede davvero. Sono i russi ad aver sconfitto Hitler mica gli anglo americani. Un tale capolavoro che quando Crusciov legge il celebre Rapporto al ventesimo congresso il movimento comunista internazionale stramazza al suolo come colpito al petto da una cannonata. Mosca non era più Mosca, ma non preoccupatevi i fascisti italiani passati in gran parte nelle file del Pci sapranno resistere anche alla destalinizzazione. Solo loro però. Gorbaciov nel 1991 disse ad Occhetto di essere rimasto il segretario dell’unico partito comunista in Europa, il terzo al mondo con quello cinese e quello cubano. Sarebbe comunque un torto accusare solo il blocco totalitario. Anche in America non si scherza, quando si parla di manipolazione tecnologica e almeno dai tempi di Lincoln.
Il bello è che anche senza Cesare, Lincoln e Stalin la macchina della propaganda messa in moto si continuerà ad alimenterà da se, tanto furono eccezionali i suoi protagonisti. Ancora nel 1970 si negava la responsabilità sovietica nell’eccidio di Katyn e abbiamo vecchi comunisti che si preparano a celebrare i cinquant’anni della vittoria in Vietnam, quando la guerra finì nel 1973 e Kissinger vinse il Nobel per la pace. Dovevano essere tutti pazzi in Svezia. Eppure nel 1975 le truppe americane in Vietnam erano meno di duemila uomini dai cinquecento ventimila del 1968. Il congresso iniziò a tagliare i fondi nel 1971 perché oramai la minaccia nord vietnamita era estinta, non al Vietnam del Sud che non aveva speranza, ma alla conquista dell’intera Indocina francese. Per non parlare oggi di Putin che accusa gli ucraini di essere nazisti, quando i nazisti gli schifavano gli ucraini. I nazisti sono teorici della razza ariana, per loro gli slavi sono schiavi. Non che Musk non ci metta del suo, per carità. Solo che se uno pensa a quello che ha subito la democrazia liberale in termini di ingerenza e non abbiamo tempo per metterci a palare del Congresso di Vienna, uscirsene con Musk come problema, ti fa chiedere, ma questi signori, in che mondo hanno mai vissuto?
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