Giuseppe Gambioli della Direzione nazionale del Pri ci ha inviato il seguente testo che pubblichiamo e a cui rispondiamo in nota
Gran parte del mondo occidentale, quello che vorrebbe portare la democrazia nel mondo non ha riconosciuto mai la Palestina come Stato. Fra questi c’è pure la nostra bella Italia, in compagnia con la Germania che si distinguono tra le nazioni più convinte per il no, mentre la Francia, anche se è in compagnia del gruppo Italia e Germania ha aperto una forte riflessione per rivedere la sua posizione.
La conseguenza è che la civilissima Ue non riconosce lo Stato palestinese e il Consiglio europeo lo ha ribadito anche nella riunione del 26 e 27 ottobre 2023, mentre ben 147 Stati membri dell’ONU e la Santa Sede sono di parere diverso e la Palestina è riconosciuta come Stato e diritto di esistere sia come entità geografica sia politica.
Sono per il no Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia, Sud Corea e gran parte dei Paesi europei compreso appunto Italia, Germania, Inghilterra e Francia. A fronte di questo genocidio queste nazioni che non considerano il popolo palestinese degno di una propria nazione hanno una grande responsabilità anche per le condizioni disumane in cui questo popolo ha vissuto nella striscia di Gaza. Una prigione a cielo aperto, nella totale indifferenza del mondo occidentale in cui, negli ultimi 15 anni, più di 2 milioni di persone hanno vissuto reclusi. Un’intera generazione di giovani palestinesi, più di 800 mila, hanno trascorso la loro intera vita in questa situazione assurda e disumana.
La fine dello sterminio di innocenti che il governo israeliano sta attuando a Gaza passa anche attraverso a una dura condanna di quelle nazioni che fino ad oggi hanno sostenuto e rifornito di armi Israele, Italia compresa, e attraverso a un vero riconoscimento del popolo palestinese ad esistere nella propria terra libero e indipendente. Non prendere atto di questo vuol dire semplicemente che a noi occidentali non interessa la vera democrazia e perpetriamo ancora quel colonialismo che ha portato sofferenze a tanti popoli in tutti i continenti e produce ancor solo odio e terrorismo
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Se questa fosse la visione plastica della situazione in Medio oriente, parafrasando Ugo La Malfa, dovremmo dire che la libertà dell’Occidente si difende sulle rovine di Gaza. Disgraziatamente le rovine di Gaza nascono su una città militarizzata. Dal testo di Gambioli sembrerebbe che Israele abbia preso e aggredito la tranquilla cittadinanza di Gaza e le democrazie occidentali si sono voltate dall’altra parte. In realtà Gaza è stata emancipata dall’Egitto a seguito di una guerra di aggressione dei paesi arabi nei confronti di Israele, provocata dalla sola nascita dello Stato ebraico. Quali che possano essere i torti della gestione israeliana di Gaza a seguito di un lungo contenzioso, il capo del movimento di liberazione della Palestina, che ovviamente non è occupata da Israele, considerati i confini biblici, Israele ha una porzione di territorio insignificante, aveva accettato uno scambio di pace per territori . Poca cosa per gli abitanti di Gaza, dal momento che chiamati ad un referendum, questi hanno respinto gli accordi di pace. Se non c’è la pace e non ci sono i confini, caro Gambioli, come si fa a riconoscere uno Stato? Per riconoscere uno Stato palestinese, occorre per lo meno una geografia definita, oppure dovremmo riconoscere la città Stato di Gaza. Non si tratta solo di Israele, ma degli Stati arabi nel loro complesso. Questi occupano con più capienza la Palestina che pure è diversa fra quella romana e quella sotto il mandato britannico. Il presidente Bourghiba amava dire che la Giordania è solo il nome di un fiume. E visto appunto che Hamas, subentrata a pistolettate all’autorità palestinese di Arafat, sostiene il motto “dal mare al fiume”, la Giordania, il Libano, la Siria stessa, sono interessate ai confini dello Stato palestinese prima di un suo riconoscimento. C’è un problema aggiuntivo. Stato è un concetto occidentale, né l’Olp, ne meno che mai Hamas hanno mostrato interesse. L’ANP, che è cosa diversa dall’Olp, vuole lo Stato palestinese, ma l’ANP è rintanata a Ramallah, non per colpa di Israele appunto ma di Hamas. Chi vi dice che lo Stato palestinese non aggravi la situazione in Medio oriente invece di alleggerirla, con questi presupposti?
I repubblicani sono molto sensibili alle sofferenze di un popolo qual che esso sia ed in particolare delle sofferenze civili. Hamas ha governato la striscia di Gaza come un movimento paramilitare che recluta i bambini di cinque fino agli anziani di settanta anni, qualcosa del genere si trovava nel Terzo Reich, dove pure, quando ammazzavi un ebreo, la cittadinanza non si accalcava per sputare sul cadavere. L’occidente democratico colpì molto duramente città della Germania nazista e fu rimproverato di aver ucciso donne e bambini a Dresda piuttosto che a Francoforte che pure erano meno militarizzate di quanto lo sia oggi Gaza. Quella fu una distruzione totale a tutti gli effetti, Se qualcuno nel partito repubblicano vuole condannarla, ne prenderemo atto nostro malgrado. Ciononostante è perfettamente comprensibile moralmente provare orrore per qualsiasi eccidio e ben volentieri, abbiamo pubblicato Gambioli, pur ritenendo, questo editoriale, almeno, il genocidio cosa un po’ diversa, ma si tratta di concetti. La difesa di un popolo, la stabilisce il governo di quel popolo stesso. E la popolazione di Gaza e il popolo di Israele hanno fatto le loro scelte. Israele può cambiarle, risponde ad un libero voto popolare. Gaza non si può sapere, non ci sono opposizioni ad Hamas riconosciute a Gaza. rb
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