Gli Stati Uniti d’America sono stati fondati da un’insurrezione popolare contro un governo che si considerava legittimo e benedetto da Dio. Per questa ragione la terza sezione del 14 emendamento secondo la quale viene interdetta qualsiasi carica pubblica o elettiva abbia preso parte ad un’azione contro lo Stato, è pur sempre sottoposta ala revisione del Congresso. Il voto dei due terzi di ciascuna Camera rimuove qualsiasi interdizione comminata. La questione ha avuto una lunga e non risolta controversia giuridica dal momento che gli Stati confederati erano nel loro pieno diritto di rigettare le risoluzioni del Congresso in cui non si riconoscevano. Dal punto di vista confederato era Lincoln il ribelle alla lettera della Carta dei padri costituenti e mai avessero vinto la guerra civile non esisterebbe un 14 esimo emendamento. Lincoln sarebbe stato fucilato, fine della storia. Nel caso che concerne l’ex presidente Trump la questione è ancora più delicata, tanto che egli si è subito paragonato a Lincoln a cui in verità si proibì la candidatura prima della elaborazione del 14esimo emendamento, quando dovrebbe paragonarsi ai ribelli confederati che Lincoln aveva sconfitto.
Il consenso elettorale di cui gode Trump si fonda sempre più su una spinta antisistema che oramai si rivolge apertamente al suo stesso partito e questo è il motivo per cui l’Alta Corte non ha avuto finora nessuna intenzione di portarlo a giudizio. Possiamo benissimo ritenere che la maggioranza repubblicana dei membri della Corte suprema statunitense protegga Trump, come lo protegga la stessa maggioranza al Senato. In verità è che le istituzioni statunitensi preservano il processo politico democratico prima ancora dello difesa stessa dello Stato. Un conto era imporre delle restrizioni ai politici sudisti che si erano messi alla testa del loro esercito per muoversi contro l’Unione, uno completamente diverso interdire un ex presidente che si rivolge al popolo statunitense contro il Congresso. Non c’è un precedente nella storia degli Stati Uniti ma c’è un precedente in Francia subito dopo la fondazione degli Stati Uniti d’America. Marat finì davanti al tribunale rivoluzionario accusato di voler insorgere contro la Convenzione. Il Tribunale rivoluzionario, prosciolse Marat e condannò alla ghigliottina i membri della Convenzione che lo avevano denunciato.
Poi può benissimo accadere che il parere della corte del Colorado venga condiviso anche dalle Corti di altri Stati, tanto da poter comportare un effetto sulla Corte Suprema nazionale o, persino, che la Corte suprema nazionale si convinca delle ragioni addotte dalla sola Corte del Colorado. Fino a quel momento nessuno può sperare seriamente che la democrazia americana decida di limitare la partecipazione al voto di un qualsiasi cittadino, quando tutela persino i trasgressori della legge. Semmai sarà più facile impedire ad un presidente eletto di adempiere alle sue funzioni, piuttosto che sottrarlo al giudizio popolare. Trump potrebbe anche venire arrestato sulla base di uno dei processi che lo riguardano, il che non gli impedirebbe di condurre la sua campagna elettorale dal carcere. Tutti coloro che non vorrebbero rivedere Trump partecipare alle prossime elezioni, farebbero bene a sperare nella sola circostanza per la quale egli abbia mentito alla nazione. Questo effettivamente comprometterebbe le sue speranze di successo rispetto alle accuse che invece ne stanno agevolando la corsa alla Casa Bianca.
In Italia è molto difficile comprendere la vicenda statunitense perché il nostro è un paese della controriforma, non dell’insurrezione popolare. Tuttavia il quotidiano l’Avvenire analizzando il caso si è chiesto se davvero l’America avrebbe fatto un balzo all’indietro di 4 anni rieleggendo Trump il prossimo inverno. Il che è singolare per un giornale dei vescovi che pure hanno saputo far fare o avrebbero voluto far fare, passi indietro all’Italia e all’Europa, anche di cento anni. Almeno per una volta i vescovi leggono bene la realtà americana che è genericamente, anche sbagliando magari, portata al progresso, a spingersi avanti, con pochi o scarsi ripensamenti. Sotto questo profilo, Trump con tutte le sue trame irrisolte sembra un passato ancora più remoto di quello che già appare loro.







