Ill responsabile regionale del Pri calabrese Salvatore Zoccali ci ha inivato il seguente articolo
L’opinione pubblica deve sapere e c’entra poco soffermarsi al rituale scontro tra giustizialisti e garantisti. Un rituale che punta a congelare le posizioni in attesa del terzo grado di giudizio. Mentre i problemi si incancreniscono. Le aree urbane si spopolano. Alla fuga dei giovani si accompagna quella di interi nuclei familiari. La sanità è al collasso, i diritti disattesi.
I fatti sono allarmanti. Stiamo parlando dell’utilizzo privato di denaro pubblico; collocazione in posti di responsabilità, di amici, parenti e sodali al fine di rendere più agevoli le procedure e favorire attività private e imprese nel settore sanitario e oltre, con annessi e connessi a carico del Presidente del Governo regionale! Non mi appassiona conoscere l’elenco dei personaggi coinvolti nelle varie vicende che ormai esplodono a pelle di leopardo in vaste aree della Regione.
All’opinione pubblica interessano le reiterate incursioni della Guardia di Finanza in ogni settore della vita pubblica Calabrese sempre piu a favore di attività private spesso intrecciate con l’interesse della criminalità organizzata. Guardando all’azione della Guardia di Finanza emerge il quadro drammatico di una “Calabria Corrotta” che traduce la questione “politica” in questione “morale”.
Ecco i Repubblicani hanno l’obbligo di accendere i riflettori sulla “QUESTIONE morale” come questione di “democrazia”. Le vicende scuotono più per l’apatia che generano che per la gravità delle accuse.
La reazione del sistema appare anestetizzato, rassegnato. Si è perso il senso dell’onore. Si fa avanti l’idea che si è intoccabili. Il consenso non è più il mezzo per governare ma per ritenersi immuni da ogni controllo di legalità.
E la politica? Si occupa, preoccupata di quello che si muove attorno, di verificare le alleanze, interne ai partiti e tra i partiti. Con una percezione! non ci sono certezze sul presente prossimo.
Sia tra le forze di maggioranza che d’opposizione. tutto ruota attorno alle vicende giudiziarie. Lo scontro politico tra opposte fazioni non è dettato da proposte diverse, da diverse visioni dei problemi dei cittadini. Si parla solo in termini di indagati, accusati, di processi e di giudizi di moralità espressi sulla base di attività investigative della magistratura. Il dibattito politico è ridotto solo a questo.
Credo che in tale condizione sia d’obbligo domandarsi se vi siano le condizioni minime di democrazia per un confronto elettorale libero da condizionamenti dai due Poteri deviati, quello della criminalità e della stessa politica.







