In meno di una settimana il Cremlino ha minacciato l’Inghilterra, per il patto di sicurezza siglato con Kyiv, la Germania, un attacco da tenere fra un anno dal corridoio che conduce a Kaliningrad, la stessa Ucraina, un piano per lanciare paracadutisti nelle retrovie, ed infine i paesi baltici, oggetto di una nuova offensiva. Tutto questo dimostra come la macchina di propaganda russa sia a pieno regime e davvero impressionante. Deve compensare gli scarsi risultati sul terreno, l’offensiva di Avdiivka ha prodotto secondo il servizio britannico migliaia di perdite e un avanzamento irrilevante, mentre delle centinaia di droni e missili sparati quotidianamente il 90 per cento viene abbattuto, il rimanente serve ad ammazzare qualche vigile del fuoco e a ferire gli anziani nelle loro case.
Un qualunque paese occidentale vedesse per due anni il suo governo intraprendere un’azione bellica senza risultati, per non dire controproducente, si rivolterebbe necessariamente. Quanto avvenne nel Gran consiglio del fascismo nel luglio del 1943 e poi nel tentato colpo di Stato contro Hitler l’anno successivo. Anche la Russia per la verità è stata sensibile al fallimento, già l’anno scorso Prigozhin ha tentato una marcia su Mosca. Per questo Putin ha una struttura di sicurezza personale che conta effettivi superiori a quelli chiamati al fronte e che lo pone in una condizione di una qualche tranquillità. qualsiasi disastro intraprenda. Anche lui però deve considerare che un altro anno di guerra, esattamente nelle condizioni tenute finora di sostanziale paralisi, fu alla base del crollo dello zarismo, e lo zarismo in Russia durava da più di quattro secoli.
Per questa ragione Putin deve preoccuparsi di quanto è accaduto in Baschiria, una piccola repubblica dove tremila persone hanno sfidato il gelo prima della polizia per protestare contro il governo nazionale. L’ennesimo oppositore arrestato è contrario alla guerra in Ucraina, che tra l’altro recluta i Baschiri, come i russi delle province più dei russi delle grandi città. Se è presto per dire che i disordini avvenuti siano un caso isolato, piuttosto che una rivolta destinata ad espandersi nell’impero, per la prima volta si vede una diversa ipotesi. Che la Russiac cada addosso a Putin mentre quello ancora sta minacciando l’universo mondo.
La grande idea di Putin a fronte di un’ offensiva fallimentare è stata la guerra di logoramento. Lui bombarda ogni giorno l’Ucraina rifornito di armamenti iraniani e nord coreani, alleati che iniziano ad avere anche loro problemi gravi, poco importa, quanto siano precisi, comunque impegnano le difese contraeree e richiedono un ulteriore impegno occidentale, già sufficientemente stressato. Tutto questo avrebbe ancora un senso se la Russia seguisse qil suo leader ordinatamente. Dalla Repubblica di Baschiria proviene un segnale completamente opposto, per il quale i grandiosi piani di Putin possono logorarsi prima di quanto si logori il sostegno occidentale all’Ucraina.
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