domenica, 11 Ottobre 2026
  • Login
  • Register
LA VOCE REPUBBLICANA
Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Editore: Partito Repubblicano Italiano
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
LA VOCE REPUBBLICANA
No Result
View All Result


La scelta di Putin di prolungare l’orrore è dannosa e inutile

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
21 Maggio 2022
in L'editoriale
0
Condividi su FacebookTwittaCondividi su WhatsApp

Tutte le notizie, i commenti e persino i filmati che si vedono su una guerra in pieno corso vanno soppesati con dovuta cautela, soprattutto quando una parte in causa si preoccupa di rifiutare il termine “guerra” e preferisce usare quello di “operazione militare speciale”. La Russia non riconosce l’Ucraina come una nazione indipendente.  Storicamente l’Ucraina è stata considerata dai russi una preda o un protettorato e ritiene l’ intervento in quella Regione, un affare interno. Anche per questo Putin contava di risolverlo senza interferenze e probabilmente persino sfruttando una qualche collaborazione locale.

Coloro che sono convinti della supremazia militare russa, ve ne sono anche fra gli analisti della Cia, non si scompongono perché la Russia abbia cambiato gli obiettivi strategici, anzi. La capacità di mutare strategia con una aggressione in corso è secondo costoro la dimostrazione migliore della forza di un avversario. Se la Russia non fosse forte, fallito il suo obiettivo principale, avrebbe mollato la presa e non datosene un altro. L’obiezione a queste convinzioni si fonda sul fatto che è troppo sproporzionato il confronto fra aggressore e aggredito. La Russia è uno Stato sovrano belluinamente attivo dai tempi del suo primo Zar, Ivan IV, seconda metà del Cinquecento. L’Ucraina dispone di un esercito, che non aveva mai combattuto finora, solo dal giorno della sua indipendenza, 31 anni esatti. Non si tratta solo di dimensioni e di forza ma di prestigio.  Un esercito che dispone di una tradizione è stato messo in scacco da uno completamente improvvisato.

Con le vittime sul campo di battaglia di ufficiali, soldati e mezzi russi, si aggiungono quelle nei palazzi di Mosca. Stalin epurava militari vincenti, come Tukacevsky.  Putin elimina i perdenti. Una differenza importante per la quale l’Unione sovietica era talmente potente da non aver bisogno dei suoi migliori generali, quando la Russia di oggi appare talmente debole che deve dotarsi di nuovi quadri militari. Le epurazioni di Putin sono dunque una mossa rischiosa.  Da una parte rivela una debolezza, dall’altra pone un problema di adeguatezza. Dispone di un solo precedente storico, quello di Hitler che rimuove i suoi generali per assumere il comando sul campo. Ovvero pochi mesi prima della catastrofe della Germania. Va detto che Hitler, a furia di occuparsi di questioni militari dal 1939 aveva assunto una qualche competenza. Putin, non ne ha nessuna.

La situazione sul fronte si presenta persino peggio per il Cremlino. Ammesso che finalmente Mariupol sia stata conquistata e questo dopo averla ridotta in macerie, l’avanzata russa assomiglia più ad un trinceramento su una linea di confine che non comprende nemmeno Kharkiv. Il che significa non essere stati capaci, in più di ottanta giorni, non di non essere arrivati a Kyiv, ma di non aver nemmeno pacificato il Donbass. Se si vedono i territori controllati dai russi, vi è da chiedersi se valesse poi la pena di compiere un tale ambaradan. Per controllare il mare di Azov, non è che c’era bisogno di Mariupol, la Crimea dovrebbe essere sufficiente. Se si tratta invece di controllare il Mar Nero, serve Odessa.

Questo è il vero problema del cambio di strategia di Putin. La Russia può  non prendere Kyiv, può anche non tenere Kharkiv, parliamo dei principali centri abitati dell’Ucraina, pazienza. Non può invece rinunciare ad Odessa, perché altrimenti a cosa è servita la mobilitazione di duecentomila uomini? A catturare i duemila miliziani della Azov? Ammesso che alla Azov fossero davvero nazisti e avessero commesso atrocità sulla popolazione russofona, bastava far fuori con un drone il comandante e qualche soldato. Non c’era bisogno di distruggere interi centro abitati dove della Azov non hanno mai visto nemmeno l’insegna.

Ecco il muro di cui ha parlato anche il presidente del Consiglio italiano che avrebbe voluto portare al tavolo della pace Putin. Senza Odessa, Putin non può trattare nessuna pace. E  a distanza di più di due mesi tutti oramai hanno capito che Putin Odessa non la può prendere, se non ad un prezzo ancora più alto di quello pagato per avere Mariupol. A quel punto, come penserebbe di riuscire a tenerla?

Il secondo fattore relativo alla pace riguarda la disponibilità degli ucraini a trattare. Zelensky può mobilitare un milione di uomini ed armarli con forniture occidentali migliori di quelle russe. Se mai Odessa venisse attaccata e cadesse, gli Ucraini se la riprenderebbero. Da qui le ragioni dei pessimisti, che ritengono come la guerra possa durare anni. Poi ci sono gli iperpessimisti come Travaglio che temono persino l’incidente nucleare. Gli ottimisti invece pensano che la guerra si possa concludere molto rapidamente. Ovvero quando la frustrazione russa porterà alla eliminazione di Putin da parte dei suoi stessi comandi, quelli consapevoli che se non vincono una operazione militare speciale, si devono guardare bene dall’intraprendere un’opzione atomica, quando si è oramai cacciati in un angolo.

Tags: epurazionePutin
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Altri Articoli

Yersinia pestis

Yersinia pestis

La Yersinia pestis, l'agente eziologico della peste, faceva parte dell'arsenale dell'Unione sovietica. Il fatto che non risulti sia mai stato...

La Quinta Repubblica

La Quinta Repubblica

Senza voler nemmeno commentare gli aspetti tecnico politici della nuova legge elettorale, appare spropositata la retorica che l'accompagna. L'esponente di...

La peste rossa

La peste rossa

Il presidente Biden era convinto, lo disse in pubblico, che costruito il Covid in laboratorio, la Cina lo avesse diffuso...

Sette ottobre, l’agnello sacrificale

Sette ottobre, l’agnello sacrificale

Sarebbe interessante sapere cosa farebbe lo Stato italiano nel caso in cui centinaia di motociclisti mussulmani assalissero le case della...

Prossimo articolo
Quando la propria vita vale il bottone di una giacca

Quando la propria vita vale il bottone di una giacca

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consigliati

L’intoppo al premierato

L’intoppo al premierato

Le aspirazioni bibliche del nuovo governo

Articoli Popolari

  • Foto Sailko, Baron Antoine-Jean Gros | CC BY 3.0

    Il giovane Hegel e lo Spirito del mondo a cavallo

    1107 Condivisioni
    Condividi 443 Tweet 277
  • Il documento della Direzione Nazionale del Pri dell’8 agosto

    1096 Condivisioni
    Condividi 438 Tweet 274
  • Barbero, l’inutilità della filosofia e il segreto dei Templari

    1063 Condivisioni
    Condividi 425 Tweet 266
  • Il bipolarismo fasullo, intervista a Luigi Marattin

    959 Condivisioni
    Condividi 384 Tweet 240
  • Piero Angela, i complottisti e le bandiere

    887 Condivisioni
    Condividi 355 Tweet 222

LA VOCE REPUBBLICANA

Giornale di politica e attualità fondato nel 1921

Edizione online iscrizione n.136 del 02/12/2020
del Tribunale Ordinario di Roma
Direttore Responsabile: Paolo Morelli
Direttore Politico: Riccardo Bruno
Coordinamento direzione: Mauro Cascio

  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità / Politica
    • Guerra in Ucraina
  • Economia
  • L’Editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Cookie Policy
Sul nostro sito web utilizziamo i cookie per offrirti l'esperienza più pertinente possibile ricordando le tue preferenze nelle successive visite. Cliccando su "Accetta tutti", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Configurazione Cookie" per fornire un consenso controllato.
Configurazione CookieAccetta Tutto
Revisione consensi

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA