Nonostante i terribili dazi di Trump, l’export italiano verso gli Stati Uniti d’America nel corso del 2026 ha superato il Giappone. Un giro di cento miliardi di incassi in continua crescita. Non solo i prodotti agro alimentari e la moda. Anche l’alta tecnologia per i mezzi di trasporto e il farmaceutico. Puoi tassare quanto ti pare, gli americani acquistano i prodotti italiani e tutto il settore imprenditoriale ha aumentato i ricavi. In questo contesto il ministro degli Esteri Taiani ha annullato la sua presenza al Businnes forum Italia Usa di Miami. Taiani si è sentito offeso. A momenti il governo italiano sembrava pronto a disertare anche l’appuntamento tradizionale del 4 luglio, poi si è ricordato che l’America è un alleato strategico. Siamo alleati, non sudditi. Divagazioni interessantissime, misurabili sotto un profilo storico nazionale. Quando la Germana nazista invase la Polonia, Mussolini, l’alleato, dichiarò la non belligeranza. Taiani si rimette alla Costituzione che ripudia la guerra. Appena il duce vide che la Germania piegava dopo la Polonia anche la Francia, entrò in guerra. Probabilmente Taiani aspetta di capire cosa succeda almeno con l’Iran.
Disgraziatamente, Trump non ha l’ammirazione verso Gorgia Meloni che Hitler aveva per Mussolini. Se l’Italia non aiuta l’America nel corso di una guerra, quando sarebbe disposta ad aiutarla? Magari nel frattempo l’America viene sconfitta, come senti ogni momento dire da quelli che ci capiscono in televisione. Ne consegue che l’alleanza a quel punto converrebbe romperla, non confermarla. L’Italia si allei strategicamente con l’Iran. ecco una buona pensata. I mullah sì che sanno trattare con rispetto le donne. Mentre sarebbe nelle corde più profonde della storia patria il voltafaccia. L’alleanza con gli americani è, di tutte quelle contratte e rinnegate, sicuramente la più sgradita. Fu imposta vincendo la guerra che l’Italia perse. Una sola controindicazione. Questo governo si è presentato con un biglietto da visita dove si gettava un ponte fra l’America e l’Europa. Tanto era smaniosa e convinta il presidente del consiglio di stare un passo avanti rispetto ai suoi omologhi europei, da prendere, partire e presentarsi al giuramento di Trump a Washington. Perdoni il signor ministro Taiani, se un cittadino qualunque a questo punto non capisce quale sarebbe la politica del governo italiano. Non eravate voi gli amici di Trump in Europa ed in Italia? Quello va in guerra e voi gli dite che sbaglia, che la guerra è illegale? Questa è la posizione di Sanchez scusate, non quella che voi avevate annunciato. E come la mettete con la strategia?
Fosse l’Iran un problema che si risolve con Trump. Sono i democratici che contestano l’accordo di pace. Se Trump se lo rimangia lo fa dopo le obiezioni del Congresso. La questione americana è nucleare iraniano e sicurezza di Israele. L’Italia non condivide nessuno dei due punti. Non è disposta a combattere contro il nucleare in Iran ed è a favore dei due Stati in Palestina. Dove sarebbe l’alleanza strategica con gli Usa? Al limite avremmo un’ alleanza variabile e su quello che all’America interessa meno, l’est europeo. Lo considera cavoli nostri. Manco le diamo la Groenlandia.
Quando Fratelli d’Italia apparve sulla scena politica lanciò una campagna promozionale con un manifesto dove Putin indossava il colbacco dei sommergibilisti. Serviva l’uomo forte. Poi è arrivata una donna fortissima e quindi l’uomo va bene anche un po’ più debole. Niente di male. Solo che pretendere di vedere il presidente degli Stati Uniti diretto da un ditino alzato, forse è un po’ troppo. Vero che Trump è completamente matto, ma non fino a questo punto.
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