Sono a dir poco stupefacenti tutte queste Anime Belle della politica italiana, convinte che se non diamo più armi, gli ucraini smettono di farsi del male da soli. Non per deluderne le aspettative, ma davvero le armi promesse dall’Italia sono arrivate in una quantità irrilevante alle sorti della guerra. Per cui anche se l’Italia smettesse il suo programma di armamenti, cambierebbe poco o niente. La Polonia e persino la Lituania armano l’Ucraina più di quanto facciano Francia, Germania ed Italia tutte insieme e per la verità si comprende. Lituani e Polacchi i russi ce li hanno avuti in casa per più di 70 anni, gli basta e gli avanza.
Semmai è l’Italia che per salvarsi la faccia deve mandare le armi all’Ucraina, in modo da non apparire l’anello debole dell’alleanza, quella che qualcuno vorrebbe mettere in discussione proprio nel corso di un’aggressione. Come è possibile che si sia arrivati a questo, i russi sono dei bonaccioni, forse sono stati provocati, magari è tutta colpa nostra. Ne abbiamo sentito di sciocchezze ed è chiaro che continueremo a sentirle, siamo la barzelletta del mondo occidentale grazie a opinionisti e personaggi politici da operetta.
La questione ucraina è semplice da leggere, nel 2014 Putin invase la Crimea. Allora la linea della guerrafondaia Casa Bianca, quella che pure ha armato l’Ucraina fino all’altro ieri, fu di lasciar fare. In fondo cosa importava la Crimea? Era russa dai tempi di Pietro il Grande, la maggioranza della popolazione era tatara, che Putin se la riprendesse pure, se questo gli poteva fare piacere. Abbiamo avuto presidenti del Consiglio italiano che sono andati a festeggiare. Otto anni fa esatti, il vicepresidente statunitense, volse lo sguardo dall’altra parte. Qual era all’epoca la provocazione nei confronti della Russia, se non l’esistenza di una Ucraina indipendente, o di una Georgia indipendente, per non parlare della Moldavia?
Questo le anime belle non comprendono, ovvero come un regime oligarchico incapace di svilupparsi economicamente, causa la conservazione del suo assetto finanziario, ha bisogno di reperire risorse da paesi terzi come qualsiasi dittatura. Così fu per la Germania nazista, avrebbe voluto essere per l’Italia fascista, e fu per l’Unione sovietica. Il regime cubano che non si è mai espanso territorialmente ha vissuto nella miseria. Mentre la Cina è talmente vasta che non ha questo problema ed in più mostra una capacità produttiva interamente legata al sacrificio operaio della sua popolazione.
La Russia è invece una minaccia storica e naturale per tutto il continente, indipendentemente dal comunismo. E resta una minaccia perché il suo percorso di riforma appena abbozzato nel secolo scorso è stato subito interrotto. La guerra d’invasione di Putin sostituisce le riforme economiche di Gorbaciov è la nuova perestrojka. Con la differenza che le riforme furono promesse, le bombe sono attuali. I polacchi, i lituani, gli ucraini lo sanno meglio di tutti e per questo vogliono combattere, gli inglesi lo hanno capito, gli americani altrettanto. In Italia ancora ci balocchiamo.
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