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Le parole che dovevano essere dette in tutta Europa

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
5 Novembre 2023
in L'editoriale
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“È stata la generazione dei miei nonni a voler sterminare la vita ebraica in Germania e in Europa. Dopo l’Olocausto, la fondazione di Israele è stata la promessa di protezione per gli ebrei e la Germania è obbligata a contribuire a garantire che questa promessa possa essere mantenuta. Questo è un fondamento storico della nostra Repubblica”. Le parole del vicecancelliere tedesco Robert Habeck, sono quelle che sarebbero dovute essere pronunciate in molte altre capitali europee perché in realtà la responsabilità della Germania nell’Olocausto è stata ampiamente condivisa. Il governo francese di Vichy consegnò alla Germania più ebrei di qualsiasi altro Stato alleato. Heydrik non aveva chiesto alla Francia i bambini, la Francia gli diede anche i bambini. L’Italia fece le leggi razziali sull’esempio tedesco, in Ungheria gli ebrei non arrivavano ai campi di concentramento, venivano uccisi per strada, lo stesso in Bulgaria, in Croazia. Franco protesse gli ebrei spagnoli, quei pochi rimasti erano fedeli al regime, gli altri erano già tutti morti. Si potrebbe fare un lungo e dettagliato elenco che comprende quasi tutte le capitali del vecchio continente ammaliate dal progetto di epurazione tedesco. Sarebbe una questione storica politica da affrontare seriamente, se l’antisemitismo di Hitler non fosse altro che l’antisemitismo europeo trasformato in una chiave di successo. Antisemite erano le chiesa cattolica e quella ortodossa, antisemita era Lutero.

Il successo mondiale del professor Nolte si deve principalmente ad una verità al contrario, per la quale solo Hitler era responsabile dell’Olocausto. Figuratevi se poteva esserlo quel brav’uomo di Himmler un tranquillo allevatori di polli. Questa tesi rassicurante consentì al professore di ottenere un riconoscimento istituzionale anche in Italia dove non si aspettava di sentire altro per sgravarsi la coscienza. Speriamo che le istituzioni italiane, ci rivolgiamo al presidente La Russa, sentano il bisogno di concedere presto un riconoscimento al vicecancelliere Habeck anche se i suoi libri sono molto meno famosi delle opere di Nolte. In attesa, Italia ed Europa devono restare immobili nel loro pieno sostegno allo Stato ebraico che si è trovato sotto un attacco di una violenza inaudita e preoccuparsi della sicurezza degli ebrei nei loro paesi. L’unico Stato che ha libertà di manovra con gli arabi, proporre una tregua, o quello che ritiene, sono gli Stati Uniti d’America, se vogliono, la Nuova Zelanda, l’Australia, cioè paesi che non hanno davvero nessuna possibile condivisione della persecuzione europea e delle sue conseguenze. Nemmeno l’Inghilterra può assumersi una libertà diplomatica a riguardo perché solo il governo Churchill ebbe la forza di combattere il nazismo, quando il suo predecessore, del suo stesso partito, chiedeva un accordo.

Si possono invece considerare penose le accuse di crimini di guerra rivolte ad Israele impegnata a Gaza da parte di Stati che colloquiano amabilmente con Putin già condannato dall’Aja. La Russia bombarda i supermercati affollati ucraini senza che nessun ucraino le abbia mai ucciso dei ventenni ad un rave party. Soprattutto l’Ucraina mai ha invaso la Russia pensando di poterla distruggere, quando la nazione araba si, continuamente. E gli abitanti di Gaza chiamateli come vi pare sono parte della nazione araba, che noi occidentali abbiamo diviso in tanti Stati, per maggior convenienza, ma che resta una sola distinta da due diverse enclave, sunniti e sciiti. Non ci sono altre differenze fra gli arabi.

Una discussione di grande interesse è invece quella se Israele rappresenta o meno un avanguardia dell’occidente o della democrazia o se invece si ritrova in tutt’altro contesto ed è destinata a mutare il suo carattere. Non c’è invece nessuna discussione possibile sul fatto che la causa palestinese sia il modo arabo di appianare i conflitti delle comunità islamiche e dei loro variopinti governi, scaricandoli tutti sullo Stato ebraico.

Piaxabey foto cco

Tags: EuropaHabeck
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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