Le prime parole di buon senso che si sono ascoltate negli ultimi mesi le ha pronunziate il pontefice Leone XIV, vale la pena riprodurle. “Supplico che siano liberati tutti gli ostaggi, si raggiunga un cessate il fuoco permanente e si faciliti l’ingresso degli aiuti umanitari e che venga integralmente rispettato il diritto umanitario, in particolare l’obbligo di tutelare i civili e i divieti di punizione collettiva, di uso indiscriminato della forza e di spostamento forzato della popolazione”. L’ordine della frase è decisivo, altrimenti si potrebbe credere che Israele una mattina abbia preso ed attaccato Gaza per compiere il genocidio di una popolazione di due milioni di abitanti, che nel frattempo starebbe aumentando, se i telegiornali si rendono conto di cosa dicono..
Fuori dal Vaticano, invece, a nessuno importa degli ostaggi. Il presidente del Consiglio, al Meeting di Rimini, ha detto, si, Israele ha il diritto di difendersi, ma adesso il suo intervento è sproporzionato. E chi la stabilisce la proporzione, l’onorevole Meloni? Se lo Stato ebraico vuole recuperare venti, dieci o anche un solo ostaggio, o il solo cadavere di un ostaggio, qual è la ricetta proporzionata che suggerisce l’onorevole Meloni? Offrire cento terroristi processati per un vecchio indifeso he viene schernito dai miliziani prima di venir riconsegnato esausto? Nemmeno questa proporzionalità ha portato a niente.
La supplica del pontefice è esemplare e intimamente commovente. Leone non giudica, chiede sommessamente di compiere un percorso indicando con chiarezza quello che è il primo passo. Poi il papa è nella sua umiltà un sant’uomo. Non si può pretendere che i politici, le associazioni, gli opinionisti, i comuni cittadini, sappiano resistere all’indignazione o che non possano esprimersi come meglio credano. Se ne sono sentite di tutte, tanto che alla Biennale di Venezia si contesta la presenza di due attori ebrei. Per lo meno cotali grandi artisti fossero insorti contro un ministro del governo Netanyahu. Perché fa un certo effetto ricordare l’accoglienza alla Biennale di Goebbels con tutta la pompa e gli onori e vedere, nemmeno cent’anni dopo, messa all’indice Wonderwoman. Magari dalle suite sul Lido ci si sente pure fieri dell’iniziativa. La popolazione di Gaza avrà sicuramente un gran beneficio da questa ritrovata militanza al Martini cocktail
Non bisogna fare per lo meno torto a Paolo Mieli, che forse parte in causa, anche ha pronunciato parole degne di attenzione. Un paese che ha messo le leggi razziali non è il più indicato a capeggiare la rivolta morale contro Israele, guardate la posizione tedesca. Figurarsi poi se a questo punto, qualcuno non preferisse ignorare le responsabilità del fascismo. Eppure senza Mussolini, Hitler restava in una birreria a far discorsi per ubriachi. Più o meno gli stessi che si ascoltano oggi comunemente accendendo la tv.
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