Come un fulmine a ciel sereno, parlando al “Global Progress action Summit 2025” di Londra, l’onorevole Schlein se ne è uscita dicendo che “non dobbiamo rinunciare alla nostra alleanza e amicizia transatlantica”. E questo anche ora, “quando Trump ha iniziato una guerra commerciale contro i nostri Paesi e contro l’Unione Europea”, danneggiando gravemente le nostre economie.
Quanto deve essere preoccupata della situazione internazionale il segretario del Pd per rinunziare a dire che ha ragione il suo candidato nelle Marche a voler riconoscere lo Stato di Palestina? Intanto, per non rischiare di compromettere le relazioni transatlantiche, per lo meno bisognerebbe prendere le distanze da chi vuole forzare il blocco navale di Israele a Gaza. Il primo caposaldo delle relazioni transatlantiche, vista l’assemblea dell’Onu, è il sostegno ad Israele. Vero che Starmer si accinge sulla strada intrapresa da Ricci, ma a breve l’attenzione britannica potrebbe essere interamente dirottata.
Secondo il Financial Times e la Bbc conferma, la Casa Bianca avrebbe proposto a Tony Blair di presiedere la Gaza International Transitional Authority (Gita), ovvero il progettato organo collegiale pronto a gestire la Striscia appena cessate le ostilità e Hamas venisse spazzata via. A quel punto, quello che direbbe Starmer, per non parlare di Ricci, sull’argomento, sarebbe completamente irrilevante. Scatterebbe l’opzione transatlantica per il medio oriente e tanti saluti allo Stato palestinese.
Probabilmente, l’onorevole Schlein non si preoccupava del quadro mediterraneo. Pensava alla crisi orientale. Zelensky avrebbe avuto l’autorizzazione di usare i missili americani a lunga gittata senza più vincoli di alcun genere e mettere Mosca nel mirino. Badate, è un’ipotesi possibile. Perché Kyiv dovrebbe essere bombardata indiscriminatamente e Mosca no? Se colpita con armi convenzionali, non vi sarebbe nemmeno ragione di una risposta nucleare. Soprattutto, la risposta nucleare sull’Ucraina, alla Russia non conviene. Se la Russia vuole impiegare il nucleare per risolvere la sua famosa “operazione speciale”, deve trovare qualche obiettivo a maggiore distanza di sicurezza. Non troppo distante, magari l’Inghilterra. Comunque una brutta rogna. Una volta in cui Medvedev era in preda ai fumi alla vodka, sproloquiava di una megabomba subacquea capace di annegare Londra attraverso l’innalzamento delle acque del Tamigi. Per cui la Russia non ha più un piano nucleare nemmeno per Londra
Nonostante le minacce risibili e assurde, fa bene l’onorevole Schlein a tenersi stretta Trump, l’unico in grado davvero di proteggere l’Europa, che se non corre rischi atomici, potrebbe comunque essere bombardata dai russi, inclusa l’Italia. Anche se non siamo un obiettivo primario, restiamo una disperata possibilità, con tutte le navi russe che sguazzano al largo delle nostre coste in cerca di un porto per attraccare. Non c’è più quello di Tartus e quasi non ci si crede.
Forse è giunto il tempo di ripensare alle sorti elettoralistiche del paese, indipendentemente dalle Regionali in corso. Gli ultimi sondaggi per il Pd ed i suoi alleati sono impietosi, più di dieci punti di distacco dalla maggioranza, aggravati dalle manifestazioni pro Pal che hanno registrato il biasimo della maggioranza silenziosa. C’è anche un altro problema. Il senatore Salvini, così come Bonelli e Fratoianni, le relazioni transatlantiche rischierebbero di affondarle. Conte chissà. Mai il Pd volesse andare al governo, in tempi brevi possibilmente, è il caso di mettersi a discutere seriamente con Fratelli d’Italia. Per quanto anomalo, sempre meglio che pensare di cavalcare una protesta di piazza che non ti porta da nessuna parte.
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