Che Putin oramai sia ridotto uno straccio bagnato lo dimostra la Nord Corea. Kim Jong-un si è sentito in dovere di promettere un sostegno incondizionato alla Russia in tutti i settori e parla uno che, appena varato un incrociatore, gli è andato a fondo davanti ai suoi occhi. Qualunque leader russo degno di questo nome non avrebbe mai consentito una simile assicurazione da parte di Pyongyang. Significa che la Nord Corea si è posta al livello della Russia. Ecco gli effetti della guerra in Ucraina, il declassamento politico e militare di Mosca.
L’intelligence di Kyiv ha riprodotto le foto satellitari che confermerebbero l’abbattimento o il danneggiamento di ben 41 aerei strategici russi. Per la verità ancora l’elenco non è specificato e dettagliato, anche se includerebbe non solo più bombardieri tu 95 e tu 22, ma anche i tu 160, un modello effettivamente più avanzato. In ogni caso non ha particolare importanza se la flotta russa sia stata ridotta del 30, del 35 o del 20 per cento. La Russia non è in grado di usare l’aeronautica nel conflitto in Ucraina se non marginalmente. Non ha sufficienti pezzi di ricambio per permetterselo e tutti i suoi aerei sono un facile bersaglio. La migliore arma che hanno i russi sono i droni, principalmente iraniani e non gli aerei che appena si muovono, vengono abbattuti.
L’operazione ucraina è stata invece straordinaria per le sue dimensioni. Sono state colpite Dyagilevo, nella regione di Rjazan, Ivanovo, nella regione omonima, la base aerea di Belaya, nella regione di Irkutsk, sud est della Siberia, oltre 4mila km dalla linea del fronte. E per finire, la base aerea di Olenya, nella regione di Murmansk, a circa 2mila km. Tutti sono obiettivi militari e anche se fosse saltato per aria un solo aereo in ciascuno l’impresa sarebbe trionfale. I russi sono stati sorpresi con le braghe in mano esattamente come avvenne nel Kursk. Gli ucraini hanno studiato von Clausewitz, l’obiettivo militare, deve dimostrarne uno strategico politico. La fragilità, l’impreparazione, .il rischio a cui la Russia si è esposta nel conflitto, ecco il risultato.
Il Putin che digrigna vendetta a Trump e si mette a telefonare al papa, è alla disperazione. Lui non è in grado di compiere operazioni come quella ucraina, la sua è una guerra di cannoniere. Ha perso 250 mila soldati, ne ha altri 500 mila mutilati. Ha perso Damasco. Non ha più una nave nel Mar Nero, tanto che se volesse prendere Odessa deve andarci in marcia. Spara su case e palazzi all’impazzata, rade al suolo villaggi, che pure gli stanno sotto tiro. Ogni tanto centra un sito militare, quando l’Ucraina dimostra di saperlo colpire nelle profondità, selezionare i bersagli. Visto che c’era, ha ritirato giù anche il ponte in Crimea.. Più che quel panzone di Kim, a Putin servono il presidente statunitense ed il pontefice. Che dicano all’Ucraina di non andarci troppo pesanti con la Russia. Bisogna moderare l’Ucraina, Putin è spacciato.
licenza pixabay







