Il ministro degli Esteri russo ha negato di aver mandato un drone contro la Romania e non è necessariamente una menzogna. Semplicemente non lo sanno. I russi sparano a vanvera. Gli ucraini colpiscono oramai a centosettanta chilometri di distanza dal fronte quattro elicotteri da combattimento con i loro droni ed inondano la rete di riprese lunghe venti minuti per mostrarti i dettagli. I blogger militari russi hanno in mano solo la foto di partenza dell’Oreshnik, davvero impressionante. Cosa ha colpito quel fenomeno, chissà. Era lanciato verso un aeroporto di Kiev, ha centrato un magazzino nei paraggi o forse un palazzo. Civile, dell’aereonautica, boh? Nessuna testimonianza documentata. L’Oreshnik è un vettore capace di infrangere il muro del suono, ma nessuno sa calcolare dove va a finire. Il missile è stato progettato per trasportare armi atomiche, non convenzionali.
Quello che è però chiaro ai blogger militari russi prima di essere censurati è che a tanta potenza di fuoco ostentata non corrispondono vantaggi strategici o tattici. Il 29 maggio scorso sono stati lanciati solo su Odessa 400 fra missili e droni, tutti intercettati. Gli ucraini spediscono un solo drone su una raffineria e quello centra il bersaglio. Si chiama superiorità tecnologica e rende vana l’offensiva russa da più di quattro anni contro un paese che era una sua regione e gliele sta dando.
Se il governo russo ascoltasse il suo ex premier Medvedev e aprisse un altro fronte in Europa, nel baltico, meglio la Germania, che la Lettonia, sicuramente avrebbe più successo. Da Kaliningrad arriva a Berlino. Poi cosa accadrebbe? Esattamente quello che è successo in Ucraina, le forze russe sarebbero annientate. C’è un aspetto che sfugge della guerra in Iran, cioè che bombardieri americani colpiscono quello che vogliono senza essere intercettati. Le difese iraniane sono le stesse russe. Per cui Putin deve ricucire con l’Europa, e l’America non provocarle ulteriormente. Lukascenko, che ancora ha del buon senso, ha invitato Macron a prendere l’iniziativa. Se Lukascenko si muove sullo scacchiere diplomatico significa che è Putin ad averglielo chiesto. Cosa poi possa strappare Putin in una condizione disperata, affari di Macron, se accetta.
In Italia c’è una sola politica estera coesa e determinata, quella portata avanti da Conte, Salvini e Vannacci. Senza mai un solo tentennamento Conte, Salvini e Vannacci vogliono ripristinare i rapporti con la Russia perché ci da il gas a buon prezzo. Visto che l’Europa non fa sconti, la facesse almeno finita con l’ostilità alla Russia. Mai il governo italiano avesse fatto in Adriatico quanto appena fatto da quello norvegese, scandagliare l’artico per trovare un giacimento di gas sufficiente a tirarglielo dietro il suo a Putin. Quattro anni di piano Mattei completamente inutili e adesso l’onorevole Meloni finirà nelle mani della politica estera di Salvini, Conte e Vannacci.
Cioè, quando la Russia è sull’orlo del baratro, l’America ha messo all’angolo l’Iran, la Norvegia scopre giacimenti sottomarini, l’Italia vorrebbe correre con le tasche bucate da Putin che è un cadavere.
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