L’Itala nella sua storia ha spesso iniziato da una parte per trovarsi schierata dall’altra. Non sarebbe una novità se un governo fosse costretto a mettersi al passo dopo un qualche clamoroso rovesciamento di fronte. La fantasia può dare sempre una mano e ancora meglio la faccia di bronzo. Invece non si era mai visto un governo non rendersi conto di aver cambiato completamente rotta. Il presidente Meloni si è presentata al giuramento di Trump, senza nemmeno un posto a sedere. Unico capo di governo europeo a sorbirsi tutta la cerimonia, stretta stretta in un angoletto per dire, io c’ero. Tempo tre anni Trump va in guerra e Meloni gli nega le basi Nato, cioè le basi americane. Anche qui, va bene, si torna alla prassi tradizionale. Ci sono stati casi più eclatanti, gli americani si arrangino. Solo che l’onorevole Meloni, non contenta, ha aggiunto parlando alla Camera, che la guerra di Trump era illegittima. Un conto è non condividere, uno completamente diverso è agire fuori dalla legalità. Come fai a mantenere un’ alleanza politica e militare con chi accusi di violare il diritto internazionale? L’onorevole Meloni si è recata in India dove può più facilmente trovare una corrispondenza con le sue valutazioni e il suo senso morale. E pure è rimasta convinta di essere amica nell’America, quando segue la strada di Siddharta.
Capitolo Israele. Il governo Meloni è nato come grande amico di Netanyahu, non riconosce nemmeno il mandato di arresto dell’Aia. L’autunno scorso ha invitato alla festa di Atreju Abu Mazen e fatto sua la proposta del presidente d’Associazione nazionale palestinese, “due popoli, due Stati”. Proposta che ha molti sostenitori in Europa, pochissimi in medio oriente dove la maggioranza dei paesi arabi non lo vuole proprio uno Stato palestinese, esattamente come il governo Netanyahu che considera la sola idea fumo negli occhi. Infine l’Ucraina. Dopo baci ed abbracci per quattro anni, Salvini, non uno che passa per caso, vuole riaprire alla Russia. Soprattutto vuole riaprire alla Russia Vannacci che sta prosciugando il partito di Salvini e di cui l’onorevole Meloni potrebbe aver bisogno per le prossime elezioni come un assetato ha bisogno dell’acqua.
In simili condizioni si comprende che il presidente del Consiglio non sia andato al vertice in Montenegro a raggiungere gli altri leader europei. Quelli hanno tutti posizioni discutibili e comunque chiare sui rapporti con gli, Usa, con Israele, con la Russia, con l’Ucraina. L’onorevole Meloni avrebbe dovuto dire loro che l’Italia non lo sa che pesci prendere, recita a soggetto. Per cui si sarebbe inventata di sana pianta l’incidente diplomatico. Evitiamo di esporci ad una simile figura e restare con le braghe in mano. Magari. Questo darebbe pur sempre il tono della complessità internazionale in cui si ritrova il paese. La verità vera è un’altra. Palazzo Chigi, ha imparato a gestire le telefonate, prendevano quelle dei comici russi scambiandoli per dignitari africani, l’agenda degli appuntamenti è tabù. L’onorevole Meloni ha semplicemente perso l’areo. Stava ad ammirare i francobolli.
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