Ora che Meloni e Rubio hanno stabilito l’importanza dell’unità dell’Occidente, resta da capire solo per fare che cosa e magari anche chi vi appartiene. Il principe di Metternich diceva che l’Occidente finiva appena superato il primo arrondissemant di Vienna. L’Ungheria e anche la Polonia, che pure ha tante affinità con la Francia e l’Italia, sono paesi orientali. Un dichiarato avversario di Metternich, Mazzini, riteneva la Polonia indispensabile come baluardo dell’Occidente. Almeno dall’Ottocento ci sono due idee dell’Occidente. La Giovine Europa di Mazzini era rivolta contro la Russia a cui Metternich stendeva il tappeto rosso.
La controversia sul ruolo e la funzione dell’Occidente sottendeva un’idea di democrazia che Mazzini, quasi solitario, portava avanti e di cui Metternich ed i russi, non volevano nemmeno sentire parlare. Nel 1987 Ernest Nolte definì “Guerra Civile Europea” l’effetto tragico di questa lacerazione. Fino al 1917. l’America era latitante. La si era conosciuta principalmente per una guerra con l’Inghilterra, nel 1811 dopo l’ indipendenza, e poi per una con la Spagna ottanta anni dopo. Alexis de Tocqueville, per primo si inoltrò nella conoscenza del continente americano e lo descrisse come un futuro antagonista del Vecchio Continente ancora basato sulle case regnanti. Una parte del mondo occidentale, quella divenuta democratica, si ritrovò l’America come alleata, l’Italia barcollò. D’Annunzio e Alceste De Ambris preferivano a Washington, Mosca, la Terza Roma. La Russia degli Zar, che per quanto possa apparire incredibile era entrata per debolezza nell’orbita democratica, con la Rivoluzione si ritrovò alleata della Germania imperiale e poi persino con il governo nazional socialista. Costretto a cambiare campo, subito Stalin divise il mondo in due, l’Est e l’Ovest. Finita l’Unione sovietica, l’Ovest, politicamente, non c’è più.
In termini geografici la Chiesa cattolica dovrebbe essere il cuore stesso dell’Occidente. Tuttavia il regno della Chiesa non è di questo mondo, per cui non si può pretendere un papa allineato ad un’eventuale unità occidentale. Trump polemizza con un cittadino americano, non con un papa. Se l’onorevole Meloni crede che il papa possa trasformarsi in un alleato di un Occidente unificato, si sbaglia. Una Chiesa occidentale, o orientale, che si volesse, diminuirebbe il ruolo universale a cui aspira la stessa vocazione pontificia. Se attaccare la Chiesa è inutile, pensare di ritrovarsela dalla propria parte, è un’illusione.
L’idea che l’Occidente possa essere unito, quando l’America è in armi contro l’Iran dei mullah e parte dell’Europa ritiene questa guerra illegale, o anche solo un errore, dovrebbe chiudere ogni questione. Più che dell’unificazione dell’Occidente, francamente, non è tema alla portata di Palazzo Chigi, l’onorevole Meloni farebbe meglio a preoccuparsi dell’unità del suo governo. Quasi ogni giorno ci si chiede vanamente, come possano stare insieme Giuli, Salvini e Taiani, senza nemmeno citare quel fenomeno di Buttafuoco.
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