Si prova un senso di amara ironia nel sapere che di fronte a due crisi internazionali, nel mar Nero e nel mar Rosso, limitrofe al Mediterraneo, il Parlamento della Repubblica è pronto per discutere di autonomia differenziata. Sarà sventolando l’autonomia differenziata che la Sicilia, che già gode di una sufficiente autonomia, affronterà gli arrivi dei migranti. Nel caso di un attacco russo alla Germania, come prospetta un piano segreto reso pubblico dalla Bild, il Veneto, godrà finalmente dell’autonomia differenziata proposta dal ministro Calderoli.
Per quanto possa essere difficile credere che la Russia da due anni immersa nel pantano ucraino possa puntare i suoi obiettivi nel cuore della Nato, come teme il tabloid tedesco, perché escludere che la situazione nel 2025 possa precipitare? Mai l’America uscisse dalla Nato, qual è il livello di preparazione militare dell’Europa, ed in particolare della Germania che si trova l’esercito russo nella vecchia Koenisberg? Magari il piano segreto rivelato dalla Bild è una delle fantasie malate di Putin, ma si capisce che la Germania se ne preoccupi, perché è un nano militare la Germania. D’altra parte pensate come prenderebbero la Francia e la Polonia un improvviso riarmo tedesco, quando appunto i russi nemmeno riescono a sconfiggere l’Ucraina.
C’è un solo modo per uscire da un simile impasse di sospetti e paure, l’Unione politica europea, da chiedere fin da queste prossime elezioni, perché davvero non c’è più tempo da perdere. A conti fatti, vista la catastrofe russa in Ucraina, sarebbe più facile pensare che nel 2025 non ci sarà più Putin. Adesso circola persino la notizia sui media di un piano di attacco russo dietro le linee nemiche con paracadutisti, cosa che sarebbe anche plausibile in effetti, magari un po’ tardiva e soprattutto già priva di un qualche effetto sorpresa, esattamente come avvenne nel febbraio di due anni fa. Da cui si può immaginare come potrebbe concludersi quest’altra brillante operazione speciale russa. D’altra parte è chiaro che se davvero il congresso Usa blocca i fondi l’Ucraina sarebbe appesa solo all’Inghilterra ed ai paesi baltici. La Francia ha scarsa voglia di immolarsi e la Polonia si preoccupa di difendere se stessa. Solo un esercito europeo potrebbe dare rassicurazione all’Ucraina ed al resto del continente, magari reintegrato dalla Gran Bretagna, visto che oramai la passione per la Brexit si è esaurita senza rimpianti anche fra i conservatori di Londra.
C’è qualche partito politico italiano preoccupato di comprendere questo scenario? Perché la situazione nel mar Rosso è persino più grave in quanto viene a compromettere il libero traffico delle merci verso il nostro continente. Può darsi che le fregate italiane risolvano il contenzioso insieme ad inglesi ed americani, ma anche qui, gli americani potrebbero essere richiamati da una crisi più grave in Taiwan. E poi non si vuole essere tutti più indipendenti dall’America? Allora bisogna pensare a difendersi e ad affrontare i problemi internazionali camminando sulle nostre gambe che sembrano rimaste atrofizzare dal 1945. È il momento di rimettersi in marcia.







