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Nostalgia futuristica

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
17 Dicembre 2023
in L'editoriale
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Quale sia stato il bandolo della kermesse di Fratelli d’Italia tenuta nel carcere di Castel Sant’Angelo, non è proprio cosa facile a dirsi. Un ponte per paesi extra Ue come Inghilterra e Albania? L’illusione di risolvere i problemi migratori come non avverrà mai in Ruanda? Lo scaricabarile sul Mes? Se tutto si riducesse all’identità nazionale da preservare facendo più figli, magari anche surrogati, come ha detto il multimilionario Elon Musk, non è che poi sia stata lanciata questa grande idea. In Italia c’era chi voleva fare più figli già nel secolo scorso, e anche del secolo scorso era il progetto del ponte sullo Stretto, pure quello non è mancato.. Ad un tale guazzabuglio di nostalgia futuristica, il sottofondo è l’intelligenza artificiale, ha risposto una polverosa assemblea Pd, che ha avuto il pregio della chiarezza. Anche se bisognava riesumare Romano Prodi per dare un qualche ordine utile con la sua proposta di federare il centrosinistra. Cosa eccellente, sicuramente, solo che non servirebbe a niente, mentre “l’Europa sostenibile” dell’onorevole Schlein non si capisce proprio cosa dovrebbe essere.

Mai si dovesse federare qualcosa nelle condizioni interne ed internazionali in cui ci si trova, bisognerebbe federare l’Unione europea dotandola di un governo politico con pieni poteri tali da fare le scelte che pure si continuano a procrastinare. Vogliamo sostenere l’Ucraina, o vogliamo riprendere il dialogo con Putin? Le due cose insieme non si possono fare e la cosa peggiore sarebbe quello di lasciar credere all’Ucraina di poter entrare nella Unione mentre la si lascia sbranare dai russi, perché questo è quanto sta avvenendo. L’Europa è perfettamente in grado di produrre le munizioni che servono, i suoi standard arrivano ad un milione di proiettili annui, non fosse che all’Ucraina ne sono destinati trecentomila, gli altri servono a fare cassa. Se poi non vogliamo darli tutti agli ucraini, mai fidarsi, si inizi ad incamerarli. Anche la situazione americana è in divenire e tira una brutta aria. Rudy Giuliani ha tanti di quei problemi personali per cui può darsi straparli, comunque ha detto che con Trump non ci sarebbero state le guerre che hanno segnato la presidenza Biden, come se fosse colpa di Biden. Al limite è colpa di Clinton che non ha fermato Putin in Cecena, o di Obama che non ha reagito all’aggressione alla Crimea, Trump ha seguito la stessa politica di appeasement di Clinton e Obama. Biden almeno ha fatto il suo dovere di difendere una democrazia aggredita. L’Europa non sembra avere voglia di fare altrettanto. Meno male che il premier britannico a Roma ha ricordato che bisogna dare armi all’Ucraina, altrimenti non ci sarebbe nemmeno di che preoccuparsi per un’America pronta a lasciare il vecchio continente a se stesso. Bisogna sapere a cosa si va incontro e il primo su cui ricade la responsabilità è proprio per le dimensioni che ha la Francia nella Ue, il presidente Macron, quello che aspetta la telefonata di Putin.

Vero è che i russi in Europa non hanno poi queste grandi pretese. L’Ucraina ovviamente è roba loro, non si discute. La Polonia va sbaraccata in fretta perché disturba con tutti quei polaccucci armati al confine e si anche la Svezia è sempre stata un bel problema. In compenso Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Romania, sono poca roba, l’Austria, può tenersi la sua indipendenza, perché la Germania i russi non l’hanno mai lasciata, solo che vorrebbero stare un pochino più comodi. Putin ricorda sempre addolorato il suo ufficio da sbirro di Berlino stretto, stretto. Poi un salto in Italia non farebbe male. Suvarov si era trovato benissimo e ci sì è riaffacciati con il governo Conte, un autentico amico, che dopo tre secoli ha consentito finalmente di gettare uno sguardo. Mentre Parigi, non ha nessuna importanza, al Louvre, i russi rispondono con l’Ermitage, a Napoleone con Kutuzov, a Racine con Tolstoj.. Resta giusto quel timido desiderio di fare abbeverare i cavalli dei cosacchi nella Senna, tanto per stabilire le debite proporzioni fra un aristocratico russo ed un borghese francese. Piuttosto la Spagna è un sogno proibito. Figuratevi se non salta fuori qualche vecchio stalinista con un sospeso a Barcellona. Stendiamocela bene davanti la carta dell’Europa, poverella. La Russia è li che ti sovrasta che se non la contieni, magari a cannonate, deborda. Già al tempo di Ivan il Grande di Mosca si voleva fare “la Terza Roma”. Oggi basterebbe trasferire Kirill a San Pietro. I russi sanno accontentarsi, proprio come Dimitri Karamazov.

galleria della presidenza del consiglio dei ministri

Tags: AtrejuMusk
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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