La crisi culturale del Paese è giunta ad un tale punto che il governo costruisce un centro di detenzione extraterritoriale, e invece di vergognarsi e di tenerlo nascosto, ha la faccia di indicarlo come esempio per l’Europa. Ci si scandalizza? No, ci si preoccupa dello scontro con i giudici, che avranno pure dei difetti, ma almeno loro rispondono alla legge. Il governo infatti, dopo aver sbraitato ed imprecato, si trova nella condizione di doverne scrivere un’altra.
Pensare che persino Marine Le Pen, della lotta all’immigrazione ha fatto la sua fortuna, è rimasta perplessa. Sarebbe meglio costruire delle piattaforme in acque nazionali, ha detto tagliando corto. La Francia ha avuto la Guiana per quasi un secolo e chiuse la colonia penale nel 1953. Chi non ha letto il libro di Henri Charriere, Papillon, almeno avrà visto una delle due versioni cinematografiche che ne sono state fatte. Bisognerebbe rilegarne i prodotti in un bel pacchetto e spedirlo all’onorevole Meloni per sua conoscenza. C’è anche una versione a fumetti.
Più recentemente, dal 2001 al 1017, la comunità internazionale si è misurata con un altro orrore, la prigione di Guantanamo che ha creato ogni possibile problema umanitario e messo gli Stati Uniti d’America nella peggior luce possibile di tutta la loro storia. Eppure gli Usa per ridursi a qualcosa del genere hanno subito la strage delle Torri Gemelle e avute le loro ambasciate minacciate e sotto attacco in mezzo mondo islamico. L’Italia che attacchi e minacce ha subito per decadere ad un tale livello di proposta?
Dei simpatici guitti televisivi hanno mostrato le immagini del centro di detenzione albanese, per dire che appariva civilissimo e decoroso. Era vuoto, il governo non ha predisposto un centro fatiscente per le telecamere. Se piace tanto, andassero ad abitarselo loro, i guitti. Con l’extraterritorialità bisogna controllare ogni giorno cosa vi succede per essere sicuri che si mantenga il rispetto indispensabile dei diritti umani. Non osiamo pensare cosa deve essere riuscire a gestire un simile posto al massimo della capienza, tremila persone, e i metodi che si impiegherebbero per garantire la sicurezza. Abbiamo una qualche idea delle carceri italiane, dove muore Cucchi? Come si possa trasferirvi poi tutta questa gente, dopo aver visto una nave da guerra impiegata per portare solo sedici disgraziati, aspettiamo lo spieghi Piantedosi.
Ogni paese ha la sua memoria storica e quella dell’Italia non è proprio fortunatissima. Il maresciallo Graziani fece un campo di prigionia a cielo aperto per sedare la rivolta libica, “il vallo di Adriano”. Fu il primo modello di campo di concentramento nell’Europa fascista. Se ne replicò uno più piccolo in Croazia durante la guerra ed insieme non sono ricordi di cui andare molto orgogliosi. Nessuno ci ha fatto sopra libri e film, ed è un peccato perché ora si crede che siamo alla prima esperienza in materia. Purtroppo no, gli italiani sono gli inventori degli Stalag senza aver bisogno di essere alleati del nazismo.
L’alleanza con Hitler era un titolo di onore di cui si vantava il fascismo, in effetti alleati di Hitler lo furono solo Italia e Giappone, almeno formalmente fino al 1943. La Repubblica sociale fu solo più una qualunque sottoposta e pure il movimento sociale italiano, da cui proviene in pratica tutta la classe dirigente di Fratelli d’Italia, rivendicava orgogliosamente proprio la Repubblica sociale, ossia il braccio poliziesco di Hitler del nord Italia. Un’esperienza di cui lo stesso Mussolini appariva disperato. I missini invece no, erano macabramente fieri di questa loro origine questurina e infatti ecco che la tramandano ancora oggi senza accorgersene con il campo di detenzione extracomunitario. La grande idea che serviva. L’immigrazione è un problema grave a cui bisogna dare delle risposte sul piano della civiltà e del diritto degne di una democrazia occidentale. Guardacaso. la strada imboccata dal governo è l’opposta e fin dal primo approccio, si vede che nemmeno è funzionale ad un qualche scopo utile.
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Abbiamo già detto tutto spiegando la differenza fra un condannato e un richiedente asilo. Perciò non mi soffermo perché tanfo è inutile . Con tutte le implicazioni politiche interne ed esterne. Ciao , spero che non sia un tentativo di avvicinamento al campo largo. Ci siamo stati ed abbiamo perduto ampi spazi politici come anche altri piccoli partiti. Lenin insegna.