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Quale strategia per l’Ucraina

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
13 Dicembre 2023
in L'editoriale
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Lo stallo del Senato statunitense sui finanziamenti all’Ucraina, non è dovuto al desiderio dei repubblicani di negoziare il sostegno a quel paese piuttosto che di voler mettere i bastoni nelle ruote al governo Biden. Si tratta invece. sia per i repubblicani che per i democratici, della necessità di mettere a fuoco la strategia da seguire nel conflitto. La situazione militare rispetto a due anni fa è completamente cambiata. Causa anche l’impreparazione e l’arretratezza mostrata militarmente dai russi, il rischio immediato di vedere la presa di Kyiv insieme ad altri centri rilevanti, Odessa, i russi hanno persino marciato su Leopoli, è stato sventato. Mosca che sembrava dover conquistare tutto il paese in una settimana ha ottenuto come maggior successo Mariupol. L’oblast di Kharkiv occupato immediatamente è stato liberato la primavera scorsa. Ciò non toglie che quella che doveva essere una controffensiva ucraina si è mostrata prematura, priva dei mezzi e degli uomini sufficienti, ribaltando la situazione militare. I russi possono perdere 315 mila uomini, li rimpiazzano con i galeotti, sono pieni di criminali di ogni risma. Gli ucraini non possono perderne nemmeno 60 mila e ne avranno persi almeno il triplo. Poi non c’è paragone di mezzi, anche i carri armati del 1945 richiedono un missile per essere schiantati e la Russia è piena di ferrivecchi. Per cui, se si tratta di impedire ai russi di penetrare a fondo nel territorio ucraino è un conto, se invece si ritiene che l’Ucraina debba riconquistare tutte le zone occupate dai russi, Crimea inclusa, ecco che il supporto dato finora dagli Usa e dalla Nato non è sufficiente. Questo è il problema da risolvere al Congresso, perché se si crede che il voto alla Camera sarà più agevole di quello del Senato ci si illude completamente.

Kissinger era ancora convinto della necessità di una trattativa fra le due parti a partire della disponibilità di Kyiv di rinunziare a determinati territori in cambio della pace e Kissinger esprimeva per la verità il desiderio di appeasement delle élite statunitensi, nessuno a Washington vorrebbe vedere continuare questa guerra e nessuno vorrebbe vedere una capitolazione della Russia che viene ritenuta altrettanto pericolosa di quella dell’Ucraina perché foriera di problemi complessi che il governo americano non intende minimante affrontare, tipo lo spacchettamento della Federazione. A tutt’oggi non c’è un partito della guerra in America. Il partito della guerra c’è invece in Europa in tutti quei paesi che ritengono l’Ucraina solo il primo obiettivo di Putin per un’escalation che lo vedrebbe puntare alla riconquista degli ex satelliti sovietici dell’est Europa, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, gli Stati baltici. L’Ungheria gliela si potrebbe regalare a Putin. Se i russi accarezzassero questo disegno, ha ragione Zelensky a volerli spazzare via cosa che mette in difficoltà tutti quegli osservatori americani che ancora hanno una visione del mondo legato a Yalta. Non comprendono perché mai immischiarsi negli affari delle zone riservate a Stalin. Questo è il nodo della questione a cui rischia di restare strangolata la libertà dell’Ucraina e necessariamente della stessa Europa. Credere che i russi intendano davvero fermarsi alle demarcazioni di Yalta, significa non conoscere i russi. Il ministro moscovita Lavrov ha lamentato la settimana scorsa di avere subito due invasione dell’Occidente, una di Napoleone, una di Hitler. Napoleone combatté i russi in Polonia, in Prussia ed in Lituania e tornò a combatterli sul loro territorio perché quelli volevano riprendersi le zone da cui erano stati cacciati, mentre Hitler era un loro alleato che li aveva traditi. L’unica invasione fu quella di Hitler e senza l’intervento americano in Francia, Hitler avrebbe svernato a Mosca.

La Casa Bianca deve capire cosa intende fare rispetto a questa fase della guerra, e spiegarlo al Congresso. Allora potrà rifinanziare l’Ucraina secondo le sue esigenze. Se non è disposta a dare a Zelensky tutti i mezzi necessari per ricacciare i russi dal suo territorio fino all’ultimo uomo, e non ha la determinazione necessaria per perseguire un simile obiettivo e cosa questo comporta, ha sbagliato a dare aiuto all’Ucraina dal primo momento. Tanto valeva lasciarla prendere a Putin e alla sua sgangherata invasione del 2021.

pixabai foto CCO

Tags: SenatoUcraina
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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