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Rieccolo! Dal Super Tuesday rinasce Joe Biden

di Redazione
19 Marzo 2020
in La Nota Politica
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Il super martedì ha lasciato nell’angoscia un sacco di gente a cominciare dai commentatori politici. Tutti, compreso chi scrive, davano per scontata la vittoria di Bernie Sanders sul “bollito” Joe Biden sempre più intorcinato nelle sue gaffe, nei vuoti di memoria, nell’imbarazzante peso familiare costituito dal figlio oggetto della pertinace campagna promossa da Trump contro di lui. Ed invece, a cominciare dalla stravolgente vittoria in South Carolina, questo anziano professionista della politica è riuscito a sconfiggere il suo incattivito avversario conquistando nove Stati ed in più garantendosi gli endorsement del giovane candidato Pete Buttigieg e della senatrice Amy Klobuchar, ambedue ritiratisi dalla competizione primaria dietro non si sa bene ancora quale garanzia di vantaggi personali. Joe Biden si è aggiudicato il super martedì grazie soprattutto alla componente nera dell’elettorato democratico nella maggioranza dei 14 Stati nei quali si è votato dall’est all’ovest, passando per il centro degli Stati Uniti. In California la vittoria di Bernie Sanders era data per scontata grazie invece alla componente latina dell’elettorato democratico del più importante Stato della Federazione. Gli analisti politici spiazzati dai risultati sono impegnati in queste ore nell’arrampicarsi sugli specchi per trovare una giustificazione alla rinascita del quasi certo frontrunner Biden. Si chiedono come sia possibile che un personaggio politico come il vecchio Biden, assistito si fa per dire da una caotica organizzazione elettorale se paragonata a quella del primo competitore, abbia potuto convincere decine di migliaia di votanti impegnati in attesa di lunghe ore per esprimere la propria scelta. Ed ecco allora che frullano le prime introspezioni dell’analisi politica: i neri, dopo otto anni di presidenza di Barack Obama, sono in larga parte metabolizzati nella società americana. Hanno votato con saggezza dando la propria preferenza ad un candidato “usato sicuro” con lunga esperienza politica e di governo, l’unica chance sulla piazza per poter avere un minimo di percentuale di vittoria domani nello scontro con l’inquilino della Casa Bianca. In California, invece, Bernie Sanders è stato votato in larga parte dai latini, una componente della società americana che non perdona a Trump la costruzione di migliaia di kilometri di muro con il Messico, nello schieramento militare contro “l’invasione” delle armate di immigranti provenienti da diversi stati dell’America centrale, costantemente allarmati dal pericolo di essere buttati fuori dagli Stati Uniti dove stanno cercando di ricostruire per sé e per i propri familiari un minimo di futuro esistenziale. Ma, al di là del colore della pelle e delle differenti culture di provenienza, nel voto del super martedì ha pesato soprattutto la consapevolezza che la rivoluzione, auspicata da Sanders e dalla Warren in esagitazione psicomotoria, non si può fare a stomaco pieno. E, piaccia o meno, l’economia fino ad ora lo stomaco lo ha riempito alla maggioranza della popolazione americana, almeno sino alla vigilia della crisi del corona virus. La marcia verso la Casa Bianca da parte dei democratici è ancora lunga e si stabilizzerà solo con la convention del luglio prossimo a Milwuakee. La vittoria nel super martedì del candidato Biden è una cattiva notizia per la propaganda trumpiana che sperava di poter sparare a palle incatenate contro il socialista (comunista) Sanders, ammiratore di Castro e via citando. Da ora in avanti Donald Trump dovrà mettere nel cassetto la definizione di “Sleepy Joe” usata per mesi contro Joe Biden. Il vecchio Joe si è risvegliato, il suo elementare linguaggio politico sembra andare a genio a molta parte della popolazione votante degli Stati Uniti. Ovviamente, da qui a dire che Trump sarà abbattuto il 3 novembre ne corre. A meno che non ci si metta di mezzo il virus corona con la sua scia nefasta di morti e sconquassi economici. Quanto al miliardario Michael Bloomberg, che sino ad ora ha speso 531 milioni in avvisi televisivi, è facile affermare che anche nella patria del capitalismo più estremo non tutto si compra e non tutto si vende, a cominciare dal voto. Quanto alla signora Elisabetta Warren, senatore da otto anni, sconfitta addirittura a casa sua in Massachusetts, se ne deriva che ” It’s a long way to Tipperary” per una donna raggiungere la Casa Bianca. Ed anche questa è America.

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