Se avesse ragione Mario Monti quando nel suo editoriale sul Corriere della Sera di domenica scorsa, scrive che la democrazia americana “sembra regredita a monarchia assoluta”, e che “gli Stati Uniti stanno in realtà abdicando dalla leadership tra le democrazie liberali”, al punto da “preferire autocrazie come la Russia di Putin”, davvero non si capisce a cosa potrebbe servire il viaggio di Giorgia Meloni a Washington. Un monarca assoluto capace di cancellare in settanta giorni la bicentenaria democrazia americana, non ha amici, e se li avesse è impossibile dia loro retta. Seneca, con tutta la sua sapienza, non riusciva ad aprire gli occhi a Nerone. Figurarsi se Giorgia riesce a farlo ad un personaggio capace di. isolare gli Stati Uniti e regalare il mondo agli autocrati, come è il Trump descritto da Monti. Sai cosa possa importare ad un orco simile “della sua immagine nella storia”.
Al limite si potrebbe provare a spiegargli che l’Europa sia stata promossa proprio da una amministrazione statunitense e per rafforzare l’Atlantico. Solo che anche qui, è più facile che Trump conosca meglio dell’onorevole Meloni Ronald Reagan “che con l’aiuto di Paesi come Germania e Italia, ha portato alla disgregazione dell’Unione Sovietica”. Lo stesso professor Monti spiega che questo leviatano emerso dalla Florida ha ragione su un punto capitale. L’Europa non paga abbastanza per la propria difesa. Al che viene meno tutta la logica svolta finora dal professore. Il presidente von de Layen, chiedendo l’aumento della spesa agli stati membri della Ue, va incontro alla richiesta di Trump. Piuttosto è l’onorevole Meloni che deve convincere parte della sua maggioranza a seguire i desiderata della presidenza Ue e del satrapo statunitense. Senza contare, che non si capisce perché mai chi preferisce l’autocrazia di Putin, chieda all’Europa di spendere in difesa. Dovrebbe invitare il vecchio continente a sperperare soldi in super bonus piuttosto, come faceva un governo prediletto da Trump, quello di Giuseppi..
Che tutti siano sconvolti da Donald Trump, si comprende. Trump non è un fenomeno propriamente politico e rappresenta quasi un’autobiografia del capitalismo rampante. Che poi Trump possa rovesciare in così poco tempo i fondamentali della società statunitense, bene, il professor Monti corre troppo. Questo si dovrebbe capire dalle difficoltà che incontra sui due temi principali della sua agenda, la pace in Ucraina, i dazi che vorrebbe mettere sin dal 1987. Infine il professor Monti ignora la questione iraniana, su cui pure Trump è più avanti. In ogni caso Trump ha detto di voler riportare ogni trattativa a livello europeo e non con i singoli stati. Al limite, sarà lui a dire alla Meloni attenta a non ampliare lo iato con la commissione europea, altrimenti ti ritroverai isolata, non il contrario. Lo stesso vale sull’ Ucraina. Kellog ha parlato di Francia ed Inghilterra investite da un ruolo di protagoniste, non dell’Italia.
Con tutte le riserve del caso, magari un po’ di prudenza aiuterebbe il giudizio, qualche buon consiglio è più facile lo dia ancora Trump all’onorevole Meloni, piuttosto che il contrario. Anche perché altrimenti, l’onorevole Meloni farebbe meglio a recarsi ad Anzio con moschetto ed elmetto..
licenza pixaby
S
d







