Il motivo per il quale l’Italia non è presente al vertice di Berlino con Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Germania deriva dal fatto che si riuniscono i paesi che danno un maggior contributo in armamenti all’Ucraina. Quelli che hanno fornito o che possono fornire missili in grado di colpire la Russia in profondità e che a quasi tre anni di guerra, si chiedono se l’Ucraina deve continuare a stare sotto schiaffo e quindi capitolare nel breve medio termine, oppure se bisogna aiutarla a reagire. o cos’altro. Gli armamenti forniti dall’Italia in questo intertempo sono stati irrilevanti. Una sola batteria contraerea sarebbe in grado di colpire oltre confine, un’altra è stata promessa e gli altisonanti Himars che il governo avrebbe acquistato non arriverebbero comunque prima del 2027. Poi c’è una seconda ragione, ovvero che i paesi occidentali intenti a discutere del futuro dell’Ucraina non possono estendere le loro valutazioni ad uno Stato che all’interno del suo governo ha una forza politica contraria alla resistenza ucraina, come la Lega di Salvini. Infine Biden potrebbe essere risentito del fatto che tutto il credito offerto al governo Meloni sia stato ripagato con un larvato sostegno alla candidatura Trump. Per i convocati a Berlino, la vittoria di Trump alle presidenziali sarebbe comunque una iattura da evitare.
La notizia, poi, non è l’esclusione dell’Italia, piuttosto che il presidente del Consiglio non se ne preoccupa affatto. L’onorevole Meloni ha altro da fare, tipo il giro in medio oriente. Ella confida di poter dare consigli preziosi per risolvere la crisi tra il Libano ed Israele e magari dispone di idee geniali. Purtroppo, quella di lamentare il contributo israeliano alla sicurezza della missione UNIFIL, non lo è. Se l’UNIFIL per stare in Libano ha bisogno di essere protetta da Israele, farebbe meglio a tornare a casa. Israele è impegnato a difendere la sua popolazione, non i soldati dell’UNIFIL che in quanto tali, inviati in zona di guerra, dovrebbero per lo meno essere in grado di difendersi da soli.
Può darsi che Meloni consideri obsoleti i leader che si riuniscono a Berlino e potrebbe anche avere ragione, non fosse per l’Inghilterra. L’Inghilterra avrà un governo laburista per i prossimi quattro anni , per cui di sicuro ha un arco temporale più ampio del governo Meloni, con cui bisogna misurarsi. Inutile applicare i vecchi criteri della diplomazia continentale. Con un leader così avveniristico come l’onorevole Meloni, inutile dire che dovrebbe comunque preoccuparsi di questa sua esclusione dal gotha del mondo occidentale per incontrare il presidente libanese ed il sovrano hashmita. Meloni adora i posti esotici e le personalità pittoresche e il capo del governo italiano vive in un momento di particolare euforia.
Presentato una manovra economica di cui si è detta fiera, e inaugurato un centro di raccolta dei migranti in Albania che considera un modello per tutta l’Europa, Meloni si sente lontanissima. Può essere che noi di economia non si capisca niente, certo la reazione dei medici alla manovra, non sembra particolarmente promettente. Anche un infermiere è in grado di capire che i soldi per la sanità promessi dal governo sono giusto una chimera. Quanto al meraviglioso modello per l’immigrazione l’abbiamo appena visto all’opera, una cannoniera che trasporta sedici poveracci in una struttura che sembra un lager e poi ne riporta due indietro perché si scopre che erano minorenni. Non osiamo pensare a cosa accadrà quando invece di sedici se ne dovranno portare mille di migranti in Albania. Il ministro Piantedosi non si è scomposto, se funziona l’accordo con la Tunisia, non avremo grossi numeri da fronteggiare. Allora non si capisce perché hanno fatto il lager in Albania, tutto va bene madama la marchesa.
A confortare l’Italia c’è l’Olanda per la quale l’Albania non è abbastanza, i migranti vanno spediti direttamente in Uganda. Manca solo Orban che ci spieghi che serve giusto un nuovo Idi Amin Dada per gestirli come si conviene.





