Mentre la piattaforma di al Jazeera, cioè l’emittente satellitare del governo del Qatar, il principale sostenitore di Hamas del mondo arabo, inonda i media europei delle notizie su Gaza, il governo israeliano non ha nessun interesse alla propaganda. Israele proprio non se ne è mai preoccupata, tanto anche quando i cristiano maroniti compiono una strage indiscriminata di profughi a Sabra e Chatila, la colpa è comunque sua. Inutile stare a discutere. In fondo è anche una verità, non ci fosse uno Stato ebraico le tribù arabe sarebbero libere di scannarsi fra loro senza l’alibi della liberazione della Palestina, che in verità nacque sotto l’occupazione egiziana. Israele respingendo l’aggressione del 1967, a Gaza diede l’autonomia. Si è visto cosa ne ha fatto.
Ad affamare Gaza oggi è Hamas che requisisce gli aiuti e li rivende. Israele con gli Stati Uniti d’America ha messo in piedi la Gaza Humanitarian Foundation, per bypassare Hamas. E chi si è messo di traverso? Le Nazioni Unite e tutte le agenzie internazionali legate ad Hamas. Il direttore de Il Riformista Claudio Velardi sta conducendo con il suo giornale una battaglia solitaria per stabilire un minimo di verità che noi stessi abbiamo rinunciato a fare. Se non si capisce che il problema della risposta israeliana è legato agli ostaggi e che gli ostaggi sono interrati insieme alle famiglie dei terroristi, ostaggi pure quelle, cosa si discute a fare? Gli ostaggi israeliani li tengono nei bunker sotterranei, sorvegliati dai bambini, dalle donne e dai vecchi ed i bunker sono costruiti a più livelli sotto ospedali, scuole, qualunque struttura umanitaria. Israele dovrebbe rinunciare ai suoi ostaggi, anzi avrebbe dovuto proprio non reagire. Israele dovrebbe solo prendere schiaffi, questa è la linea di sicurezza che l’Italia, il ministro Tajani in testa, e mezza Europa è disposta a garantirle.
Se ci fosse un genocidio in corso, Hamas si sarebbe affrettata ad accettare una tregua, quale che sia. Himmler proponeva una tregua ad Auschwitz e i reclusi a dirgli no, vogliamo andare nei forni. Hamas braccata dall’esercito e sotto le bombe, cosa avrebbe da perdere? Invece l’ha rifiutata. Hamas non è un’organizzazione palestinese, è un’organizzazione islamica, prospera in tutto l’Islam, a Teheran, come a Doha, come al Cairo, magari a Khartoum. Cosa volete che le importi degli abitanti di Gaza, una città di origine fenicia. Non ci sono moschee in cui ha pregato Maometto a Gaza. Non è citata nel Corano Gaza
Per far finire la guerra a Gaza, non c’è bisogno di manifestare in piazza contro Israele o di interrompere le relazioni istituzionali delle nostre Regioni con il suo governo. Basta che Hamas restituisca gli ostaggi, anche solo i loro corpi. Non ci pensa proprio. Gli ostaggi non sono stati presi per uno scambio, ma per innescare una reazione. Israele non doveva reagire. Esatto, Israele deve solo morire, ecco la dottrina di Hamas in una frase.
Continuiamo pure a chiedere i due Stati, che in realtà sono giù quattro, perché Giordania, Libano e Siria, se non parte dell’Egitto, occupano più o meno la Palestina romana e quindi si tratterebbe di fare una bella nuova ridistribuzione dei confini e pazienza. Il punto è che Israele lo aveva accettato lo Stato palestinese, dopo più di trent’anni di guerra con Arafat. E cosa ha fatto il popolo di Gaza, quello che va in spiaggia mentre subisce il genocidio? Ha cacciato Arafat.
licenza pizabay
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