Indipendentemente dalla crisi internazionale, abbiamo appena appreso che sarebbe stato elaborato un piano di invasione russa del Giappone, la situazione italiana è comunque preoccupante. Al G20 l’Italia ha appena registrato il dato peggiore sui salari reali e questo proprio mentre è tornato a crescere il prezzo dell’energia. Una famiglia tipo italiana negli ultimi 12 mesi ha speso il 63,7% in più rispetto ai 12 mesi dell’anno precedente. Sono in aumento anche i carburanti, causa la riduzione del taglio delle accise e anche se vi è una ripresa occupazionale insperata ma significativa, è ancora troppo poco.
Se l’Europa e gli Stati Uniti scorgono già l’inflazione alle porte, l’Italia è ad un passo dalla recessione a cominciare dal Mezzogiorno che del suo reddito di cittadinanza a breve non ci farà un bel niente. Vi è poi da temere che il disastro di Ischia sia ancora solo il primo della stagione appena aperta, grazie all’incuria del territorio e dei condoni che i nostri governi manco si erano accorti di aver comminato, per lo meno a sentir loro.
Un quadro sufficientemente drammatico, davanti al quale tempestivamente il segretario del partito repubblicano, Corrado De Rinaldis Saponaro, ha invitato il governo all’unica cosa che si possa fare, un patto sociale, ovvero recepire nella manovra che sarà presentata alle Camere, il prima ed il più presto possibile, almeno alcune delle istanze che Confindustria e sindacato ritengono dirimenti. Questo per evitare uno scontro lacerante nel paese che già qualcuno irresponsabilmente invoca. Abbiamo infatti chi vorrebbe la pace, la diplomazia, con gli assassini del Cremlino, per aprire la guerra civile in Italia e lo dice con la sua faccia di bronzo tutti i giorni.
Il governo Meloni ha mostrato, ed è un merito, di volere invece la ritirata della Russia, perché solo la ritirata della Russia porterà alla pace in Europa.
Solo con una pace che salvaguardi l’indipendenza e l’autonomia di uno Stato nazionale si potranno offrire le condizioni di ripresa indispensabili per tutto il continente, soprattutto per l’Italia.
Certamente sarà indispensabile raggiungere gli obiettivi di fine anno del Pnrr, ma questi non saranno da soli in grado di assicurare il necessario impulso alla crescita dell’economia italiana. Serve altro, serve una visione di sviluppo capace di incidere. In una parola, investimenti e riforme che per ora dal governo non si vedono.
Il presidente del consiglio ha usato un termine, crediamo di origine serba, per invitare a fare tutto quanto è possibile e con tutto se stessi. Voler superare le difficoltà di questa situazione ricorrendo ad una tale catarsi psichica è sicuramente apprezzabile. Nel nostro piccolo consigliamo una soluzione più pratica e sperimentata politicamente, quale quella di aprire il governo alle istanze delle forze sociali per quello che è possibile.
Abbiamo già visto i risultati di Pd e 5 stelle nell’anno della loro alleanza esclusiva e dei danni commessi. Per questo non ci interessa molto il fallimento del governo della destra che coinciderebbe inevitabilmente con un ulteriore arretramento del paese. Vorremmo, invece, evitare a distanza di un solo anno, di giudicare questo governo come abbiamo giudicato il governo Pd 5 stelle e di acuire drammaticamente la distanza dal governo Draghi. Ed è questa preoccupazione di spirito repubblicano a guidarci.
GALLERIA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI






