Un ministro degli Esteri di una qualche visione del mondo e comunque influente, il principe di Metternich, usava dire che usciti dal primo arrondissemant di Vienna, finiva l’occidente. In pratica tu andavi a Garnison Gasse, trecento metri circa fuori dal Ring ed iniziava l’oriente. Metternich che presiedeva il congresso di Vienna dal 1814 era consapevole che le potenze che ridisegnavano l’Europa non erano propriamente occidentali, per lo meno non lo era la Russia, e la restaurazione della Santa Alleanza, non fu un fenomeno occidentale per la presenza della Russia, certo, ma soprattutto perché lo stesso cristianesimo che si riprometteva di infondere nella vita europea era considerato un fenomeno orientale, l’Occidente, in senso storico, era propriamente greco romano e quindi politeista. La Santa Alleanza dei principi cristiani puntava semmai ad un superamento definitivo dell’Occidente che la Rivoluzione francese e il suo proseguimento militare, Napoleone. aveva rilanciato facendo cadere il concetto di divinità dello Stato. Questo il torto del mostro bonapartista.
La Santa Alleanza resse, con disappunto dell’Inghilterra, rapidamente pentita di trovarsi cotali alleati, almeno fino al 1848, quando lo Zar venne chiamato dall’imperatore d’Austria per reprimere la rivolta ungherese , e rivenne ancora convocata da Bismark con l’unificazione tedesca del 1871. Ecco allora che non si può parlare di dominio occidentale cinquecentenario, come si azzarda il ministro degli esteri russo Lavrov. Tutto l’ottocento è una spaccatura dell’occidente e questa spaccatura è propria almeno dai tempi di Giovanna D’Arco quando francesi ed inglesi se le davano di santa ragione ed i principi tedeschi litigavano fra di loro. Nessuno di tutti questi ha mai dominato sulla Russia che ha sempre avuto una sua precisa area di influenza e che l’ha anche estesa con sovrani come Pietro primo e Caterina. Tanto che se vogliamo impiegare la storiografia con una qualche cognizione professionale, nessuno storico specialista parla mai di “invasione della Russia” da parte di Napoleone, quanto di “seconda campagna di Polonia”. Ve ne era stata una prima dove Napoleone appunto sconfisse i russi in quel territorio che dal 1772 aveva visto scomparire lo Stato polacco, assorbito da Austria, Prussia e Russia, e dopo la pace di Tilsit, Napoleone non invase nessuna Russia, inseguì l’esercito russo per annientarlo convinto così di riportare lo zar Alessandro al trattato di pace. Se Napoleone avesse mai pensato di dove invadere davvero la Russia, non sarebbe penetrato nel suo territorio con soli 200 mila uomini, il resto della Grande Armata rimase al di là del Niemen ed atteso a Mosca tre settimane una risposta dello Zar che non sarebbe mai giunta.
Resterebbe da capire come sia stato possibile un dominio dell’Occidente di 500 anni con la Russia vincitrice di Napoleone, prima e di Hitler poi. Al limite sarebbe stato di trecento. Lavrov oltre che in storia è debole in matematica. Bisogna quindi ridimensionare le frasi del ministro di Putin alle semplici impressioni personali. il Cremlino attraverso Lavrov fa sapere che il recente dominio occidentale sarebbe finito e va bene, non fosse che per l’appunto in Ucraina l’occidente non ha mai dominato un bel niente e nemmeno sugli altri paesi dell’ex blocco europeo. L’Occidente non ha invaso la Polonia o la Cecoslovacchia con i carri armati e quando lo fece Hitler, Hitler era l’alleato di Stalin. E tutti quei paesi dell’est Europa che sono entrati nell’orbita occidentale dal 1991 ad oggi lo hanno fatto loro sponte, per sfuggire al dominio russo non a quello occidentale che non c’era stato appunto nemmeno ai tempi di Napoleone. Napoleone fu quello che cacciò i russi dalla Polonia e i russi all’epoca arrivarono anche in Italia. Senza queste coordinate condivise si comprende che Lavrov viva una realtà tutta sua, dove si crede un liberatore di popoli, beato lui. Un vecchio e trito oppressore che non può rinunciare al suo ruolo. Non capisce, lui come il suo padrone, che la liberazione è avvenuta dal dominio russo e non è reversibile. L’idea di imporla di nuovo con le bombe come appunto ai tempi di Bonaparte, è anti storica. La Russia ha perso la guerra anche se domani entrasse a Kyiv in pompa magna, perché il corso della storia non riesce mai a cancellare i suoi progressi, la Santa Alleanza voleva cancellare la Rivoluzione, come la Russia di Putin vorrebbe cancellare la libertà dell’est Europa. È già un autentico miracolo tenere ancora in schiavitù la Russia.
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