Quando il team di scienziati riuniti a Los Alamos consegnò al presidente Truman la bomba, quello non si mise a dire di essere pronto a qualunque sfida. Prese la bomba e la lanciò su Hiroshima e Nagasaki chiudendo la guerra con il Giappone immediatamente. Oggi si discute ancora se fosse necessaria una simile prova di forza, resta il fatto che il Giappone da che aveva attaccato vilmente Pearl Harbor, è il più leale e ligio alleato dell’America nell’oceano Pacifico. Un personaggio come Putin che perde da due anni 1000 uomini al giorno per conquistare cento ottanta villaggi diroccati nel Donbass, che mobilita i nord coreani ed è costretto a bombardare civili persino a Natale, avesse una qualche arma in grado in influire sul corso della guerra, l’avrebbe giù usata senza tanti scrupoli.
Mai l’Ucraina decidesse di arrendersi, i suoi cosiddetti alleati sono stufi di sostenerla, resterebbe da vedere come i russi potrebbero governarla. Meglio non pensarci. Non è la Cecenia l’Ucraina e la Cecenia, aiutata solo dalla jihad, si è arresa a Putin dopo nove anni di guerra di sterminio. Senza essere riuscito ancora a mettere le mani sull’Ucraina, Putin ha perso un caposaldo fondamentale in Siria e senza la Siria, non solo è costretto a ripiegare dal Mali e dal Mozambico, ma non riesce più nemmeno a far navigare in sicurezza le sue navi cargo nel Mediterraneo. Tanto è disperato da chiedere un porto alla Libia di Haftar. Non si rende conto che Haftar domani le navi russe è capace di rivenderle agli americani. Se Assad era un suo pupazzo, Haftar è completamente indipendente dai russi e non risulta nemmeno li abbia in particolare simpatia.
Nelle primissime ore dell’invasione dell’Ucraina del 2022, la Russia occupò con i suoi marines l’Isola dei serpenti indispensabile per imbottigliare Odessa. Odessa era il vero obiettivo di Putin perché riapriva la via breve per il mediterraneo indispensabile per l’impegno in Africa che adesso si sta vanificando, altro che Donbass. Ricacciati i russi dall’Isola dei serpenti, la flotta è costretta a ripararsi dietro la Crimea perché incapace di proteggersi dai droni ucraini. L’Ucraina non dispone di una marina e nemmeno di un’aviazione e pure rende impossibile ai russi attraversare il Mar Nero. Se Putin non controlla il mar Nero non riprende una comunicazione con il Mediterraneo, il che significa dire addio al sogno di potenza globale. La Russia si riduce ad una misera potenza regionale, appetibile agli interessi cinesi, già Pechino riscrive le mappe. Fino all’invasione dell’Ucraina, erano gli europei, non quelli dell’est, ovviamente, amici di Putin. Vatti a fidare dei cinesi che risalgono l’Africa meglio dei russi. I cinesi comprano, non uccidono.
Alla Russia del 2025 resta giusto la propaganda, tradizione a cui era aggrappata dai tempi dello zarismo, per essere poi esaltata dall’Unione sovietica. Purtroppo la propaganda esclude la fine delle ostilità, anzi le rilancia. L’Occidente potrebbe pure mostrarsi pietoso o forse, meglio, pauroso e dire bene, la Russia si prenda anche più del territorio conquistato nel Donbass, regaliamole Kharkiv, 1300 chilometri dal confine che resiste. Il problema è che il Donbass non serve a niente. Putin non ha bisogno di Kharkiv, ha bisogno di Odessa, di un accordo sui Dardanelli, è saltato pure quello con Erdogan e soprattutto, della Siria, o qualcosa che la sostituisca. In pratica, Putin, dopo due anni la guerra deve iniziarla da capo e su scala molto più vasta. Altro che “operazione speciale”, altro che “il dialogo di pace” invocato dal buon papa Francesco.
Sprovveduto, è solo uno sbirro di medio rango, a Putin è scesa addosso la maledizione di Trafalgar. Nel 1805 tutto il mondo guardò alla battaglia di Austerlitz come al trionfo della Francia che aveva sconfitto in un solo giorno due imperi. Tale il clamore che il governo inglese nemmeno si accorse della vittoria ottenuta in ancor meno ore a Trafalgar. Londra piangeva l’affondamento del suo miglior comandante, l’ammiraglio Nelson. Eppure La Francia avrebbe dovuto riaffrontare Russia ed Austria almeno altre tre volte nel giro di otto anni, quando l’Inghilterra rimase padrona assoluta dei mari per oltre un secolo intero. La Russia di Putin ricorda la Francia priva della gloria di Austerlitz, disfatta a Trafalgar.
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