Bisogna dire al sindaco di Milano Sala, che la bandiera di Israele e quella della Brigata Ebraica sono la stessa. E se avviene che in una manifestazione del 25 aprile a Milano si neghi la presenza di una bandiera combattente, l’ antifascismo repubblicano ha un problema molto serio, che per una volta non proviene dalle uscite improprie del presidente La Russa.
Il governo israeliano è contestato in patria, per cui a maggior ragione può esserlo ovunque, ciò non toglie che Israele sia un prodotto della guerra di liberazione. Avessero vinto i tedeschi ed i loro alleati italiani ed arabi, gli inglesi e gli ebrei sarebbero stati eliminati dalla Palestina. I palestinesi alleati di Hitler e di Mussolini, persero invece la guerra e cercarono un riscatto aprendone un’altra al momento della fondazione dello Stato ebraico. Non essere favorevoli alla nascita di uno Stato ebraico, è affare perfettamente legittimo. Il professor Ernst Nolte, ancora nel 2003 ospite del presidente del Senato Marcello Pera, illustrò in un apposito saggio che a suo dire lo Stato ebraico riproduceva le medesime discriminazioni dello Stato nazional socialista. Allora la voce repubblicana, rispose semplicemente sotto il profilo geografico. La Germania nazista contava su una popolazione tedesca che dal Reno arrivava sino alla Vistola, quando Israele non trovava un ebreo passata la striscia di Gaza. Quelli che c’erano erano stati già perseguitati ed uccisi. Per cui non si capiva come fosse possibile paragonare uno Stato che aspirava ad annettere mezza Europa con uno grande come la Sicilia e interamente circondato da nemici.
I tedeschi del Terzo Reich avevano un solo nemico, in senso proprio, il sionismo. Hitler cercò la pace con l’America e con l’Inghilterra, l’aveva fatta con la Francia dopo averla vinta e ruppe quella con la Russia perché riteneva che il bolscevismo ed il giudaismo fossero, nonostante Stalin, lo stesso fenomeno. I manifestanti di Milano che hanno cacciato i simboli ebraici pensano che lo Stato di Israele sia fascista, cioè, come Hitler, ritengono un intero popolo legato ad una ideologia. L’unica ideologia che caratterizza il popolo ebraico è quella della sopravvivenza, che fascisti e comunisti hanno compromesso il secolo scorso. L’antisemitismo fu infatti praticato anche in Unione sovietica, seppure a fasi alterne.
L’Italia si è sempre sentita al di sopra di queste beghe razziali, dimenticando che l’unico paese con la Germania ad aver messo leggi del genere fu il governo fascista. La Francia consegnò più ebrei di chiunque altro paese alle camere a gas, ma non lo fece sulla base della legge. Lo fece sulla base di una collaborazione politica e militare, per cui poteva ritenersi obbligata da causa maggiore. A Vichy furono più intelligenti che a Roma e Franco a Madrid fu intelligentissimo. Regolò i conti con ebrei, massoni, protestanti, durante la guerra civile. Conclusa quella, protesse tutti i sopravvissuti da qualsiasi ingerenza tedesca.
Morale, le piazze francesi, quelle spagnole, non parliamo di quelle inglesi, possono anche prendere Israele a pernacchie e cacciare le sue bandiere quando loro pare. Questione di gusti e libere opinioni. Italia e Germania hanno invece un problema morale, legato proprio ai valori dell’antifascismo, che pure dovrebbe esser caro alle loro istituzioni, per lo meno al sindaco Sala. Il fascismo fu molto peggio del nazional socialismo nei riguardi della questione ebraica. Mussolini aveva contestato le dottrine razziali in Germania, rassicurando gli ebrei italiani, per poi consegnarli a tradimento ai tedeschi. Hitler prese l’ebraismo alla gola, Mussolini alle spalle. Due stili rieditati nella città di Milano e proprio l’anniversario della liberazione. Complimenti signor Sindaco.
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